Cerbero, come funziona la telecamera che rileva infrazioni e targhe

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Autore: Paolo Remer

12 dicembre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

È il nuovo sistema di videosorveglianza intelligente che incrocia in tempo reale le immagini con le banche dati e genera automaticamente le sanzioni. Già attivo in alcune città italiane, solleva però anche dubbi su privacy e margini di errore.

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Diversi lettori, soprattutto coloro che vivono in alcune grandi città italiane, ci chiedono cos’è Cerbero – volgarmente chiamato “lo spara-multe” – e come funziona questa telecamera che rileva le infrazioni stradali commesse da un veicolo identificandolo in base alla sua targa.

Siccome questo sistema di videosorveglianza basato sull’intelligenza artificiale si sta rapidamente diffondendo, e sta diventando un grosso ausilio per le Polizie Locali, moltiplicando la loro capacità di

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accertamento delle violazioni in tempo quasi reale, è bene parlarne ampiamente per spiegare il meccanismo, le potenzialità e anche i problemi, giuridici e tecnici, che il suo uso può comportare.

Cos’è “Cerbero”, lo spara multe

Si chiama Cerbero, ma non è un mostro mitologico: è il soprannome dato alla nuova telecamera intelligente capace di riconoscere targhe e infrazioni stradali in pochi secondi. Il nome, d’altronde, non è casuale: come il cane a tre teste che sorvegliava gli inferi, anche Cerbero praticamente “vede tutto”, o quasi, capita davanti ai suoi tre occhi elettronici.

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Il sistema – che rientra a pieno titolo tra le telecamere di ultima generazione per rilevare le infrazioni stradali e ne costituisce un’ulteriore evoluzione – è stato adottato da diverse Polizie Locali e nasce per potenziare i controlli sulle strade, contrastare le violazioni del Codice della Strada e rendere più efficiente la gestione del traffico urbano.

Ma non si tratta di un autovelox: Cerbero non misura la velocità, bensì rileva comportamenti vietati o anomalie amministrative (come l’assenza di assicurazione o revisione: lo vedremo meglio tra poco), grazie a un sofisticato apparato di riconoscimento automatico e collegamenti in tempo reale con le banche dati pubbliche.

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Come funziona tecnicamente

Cerbero è un sistema basato su intelligenza artificiale (IA) e riconoscimento ottico dei caratteri (OCR).
In pratica, la telecamera — installata su un palo, su un semaforo o posizionata in forma mobile, a bordo di un’auto della Polizia Locale — cattura le immagini dei veicoli in transito.

Un software dedicato analizza i fotogrammi, individua la targa e la incrocia immediatamente con le banche dati della Motorizzazione Civile, del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e delle compagnie assicurative.

Da qui possono emergere varie risultanze. Se il sistema rileva un’irregolarità, ad esempio:

Cerbero genera automaticamente un

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rapporto elettronico che viene trasmesso subito alla centrale operativa del comando di Polizia Locale.

Come viene generato il verbale

A quel punto, sulla base dei dati forniti da Cerbero, l’agente accertatore verifica la segnalazione e, se confermata, convalida il verbale di accertamento della violazione, che sarà poi notificato al trasgressore nei modi consueti, mediante la contestazione differita prevista dall’articolo 201 del Codice della Strada per tutti i casi in cui l’infrazione non può essere contestata nell’immediatezza.

Cerbero può anche funzionare in modalità automatica, integrandosi con piattaforme già note come Targa System e Scout Speed, quindi senza un agente fisicamente accanto durante le rilevazioni, ma la normativa richiede sempre

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una convalida umana per l’effettiva emissione del verbale che irroga la sanzione.

Dove è già in funzione Cerbero

Le prime città a introdurre Cerbero sono state Firenze, Roma e Bologna, ma il sistema è in fase di sperimentazione in molti altri Comuni italiani, anche di medie dimensioni.

Facendo un riepilogo della situazione attuale, nel momento in cui scriviamo questo articolo, possiamo dire che Cerbero:

Nel complesso, le amministrazioni comunali lo considerano un

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alleato contro la micro-illegalità stradale e un deterrente per chi viola le regole, anche se in molti casi la finalità principale resta quella di aumentare l’efficienza dei controlli più che la produttività delle multe.

Cosa può rilevare Cerbero

Cerbero è in grado di intercettare un’ampia gamma di violazioni, sia di tipo amministrativo che comportamentale. Ecco un riepilogo delle principali:

InfrazioneDescrizioneNorma di riferimentoSanzione prevista
Accesso non autorizzato in ZTLVeicolo privo di permessoArt. 7 CdSDa € 83 a € 332
Mancata revisioneRevisione scaduta o mai effettuataArt. 80 CdS€ 173 (raddoppio alla recidiva)
Mancata assicurazione RCAVeicolo non assicuratoArt. 193 CdSDa € 866 a € 3.464 + sequestro
Sosta vietata o in doppia filaVeicolo fermo in aree non consentiteArt. 158 CdSDa € 41 a € 169
Passaggio con il rossoRilevato tramite incrocio con semaforo intelligenteArt. 146 CdSDa € 167 a € 665 + decurtazione punti
Uso del cellulare alla guida / mancata cinturaRiconoscimento IA di comportamenti pericolosiArt. 173 e 172 CdSDa € 165 a € 660 + decurtazione punti

Alcuni modelli di Cerbero di ultima generazione possono perfino

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analizzare il comportamento del conducente, rilevando se tiene il telefono in mano o non indossa la cintura. In questi casi, l’intelligenza artificiale viene addestrata con migliaia di immagini reali per riconoscere posture e movimenti tipici.

Per l’elenco completo, leggi l’articolo “Multe senza agenti della polizia: quali infrazioni si possono rilevare a distanza?“.

Limiti e tutele per i cittadini

Nonostante la tecnologia avanzata, Cerbero non può sostituire del tutto l’intervento umano. La legge prevede che le sanzioni siano sempre validate da un agente accertatore, che deve controllare l’esattezza della rilevazione prima della notifica.

Nello specifico, l’articolo 201 del Codice della Strada, a seguito della riforma apportata con Legge n. n. 177/2024, stabilisce, che la

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documentazione fotografica prodotta dagli impianti di videosorveglianza (e quindi l’immagine fotografica che ritrae il veicolo nel momento di commissione dell’infrazione, o il filmato) costituisce un vero e proprio «atto di accertamento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circostanza che al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di immatricolazione, stava circolando sulla strada».

Inoltre, i dispositivi devono essere:

Cerbero e la privacy

Sul piano della

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privacy, l’uso di Cerbero deve rispettare il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e i provvedimenti del Garante Privacy in materia di videosorveglianza. In particolare:

Multa fatta con Cerbero: come fare ricorso

Chi riceve una multa “da Cerbero” può comunque presentare ricorso, come per qualsiasi altro verbale di accertamento di violazioni stradali, entro i consueti termini (

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60 giorni al Prefetto, oppure 30 giorni al Giudice di Pace), contestando ad esempio errori di lettura della targa, mancanza di omologazione dell’apparecchio o altri motivi che invalidano la multa.

Se ricevi una multa generata da un sistema come Cerbero, verifica sempre che nel verbale siano indicati il tipo di dispositivo, il luogo preciso, l’ente accertatore e la data di omologazione: sono elementi essenziali per la validità dell’atto.

Le critiche e le possibili evoluzioni

Come ogni innovazione tecnologica, anche Cerbero divide. I sostenitori lo considerano uno strumento utile per migliorare la sicurezza stradale ed anche per contrastare comportamenti diffusi che nuocciono alla circolazione e alla viabilità (come gli ingressi abusivi nelle ZTL, i transiti non autorizzati nelle corsie preferenziali, i divieti di sosta), mentre i critici parlano di

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sorveglianza di massa e rischio di abuso.

Alcuni esperti segnalano anche possibili margini di errore nei sistemi di intelligenza artificiale, che possono confondere una targa con un’altra o interpretare male una situazione (ad esempio, scambiare un’auto ferma per emergenza per una sosta vietata).

D’altro canto, l’uso di Cerbero, o di sistemi analoghi, sembra destinato ad ampliarsi sempre più nel prossimo futuro. Molti Comuni stanno valutando l’integrazione con le reti di mobilità intelligente (Smart Road) e con sistemi di controllo ambientale e dei flussi di traffico, in un’ottica di “città connesse” dove tutto viene monitorato in tempo reale.

La sfida, quindi, sarà trovare un equilibrio tra

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tecnologia, sicurezza e diritti: più efficienza sì, ma senza rinunciare alle garanzie di trasparenza e proporzionalità.

Norme e altre fonti di riferimento

Conclusione

Cerbero è una nuova “sentinella elettronica” che promette di rendere le nostre città più sicure e ordinate e per certi versi lo sta già facendo, ma il confine tra controllo legittimo e sorveglianza eccessiva è sottile. Per evitare una eccessiva invasività, o addirittura abusi, oltre alla tecnologia, servono regole chiare, trasparenza e la vigilanza costante e piena dell’uomo.

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