Cosa rischio se trasferisco i miei soldi da un conto all’altro?

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Autore: Mariano Acquaviva

15 febbraio 2026

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

L’Agenzia delle Entrate può insospettirsi se si sposta il proprio denaro da un conto corrente a un altro, ugualmente intestato a sé ma presso un’altra banca?

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L’inflazione galoppante ha moltiplicato i prodotti offerti dagli istituti di credito al fine di combattere la perdita di valore del denaro depositato presso le banche. Come le compagnie telefoniche e le società elettriche, vengono continuamente pubblicizzati investimenti sicuri, interessi sulla liquidità e altri strumenti volti a fronteggiare l’inflazione. Tutto ciò può indurre a trasferire il proprio denaro da un conto a un altro, ritenuto più conveniente. Questa operazione è legale o comporta dei rischi?

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In buona sostanza, si tratta di comprendere se l’Agenzia delle Entrate possa insospettirsi nel caso in cui si decida di spostare il proprio denaro da un conto corrente a un altro, ugualmente intestato a sé ma presso un’altra banca. L’operazione potrebbe essere sanzionata dal fisco? Cosa rischia chi trasferisce i suoi soldi da un conto all’altro? Scopriamolo.

Che cos’è il giroconto?

Per giroconto bancario si intende il trasferimento di denaro tra due conti – non necessariamente aperti presso lo stesso istituto di credito – intestati alla stessa persona.

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In pratica, con il giroconto bancario il correntista trasferisce i suoi fondi da un conto a un altro, eventualmente anche cointestato.

Il giroconto è uno strumento sicuro perché fa sì che il trasferimento avvenga in modo completamente virtuale: per effettuare questa operazione, infatti, non è necessario prelevare denaro, in quanto l’intero procedimento è svolto dalla banca che provvederà a trasferire i fondi da un conto all’altro senza passaggio di contante.

Insomma: il giroconto bancario finisce per risolversi in una mera operazione contabile.

Il giroconto bancario è particolarmente utile perché non prevede un limite massimo di denaro da spostare, per cui è possibile trasferire anche somme elevate o estinguere totalmente un conto in favore di un altro.

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Si pensi a chi decida di trasferire tutti i soldi che ha sul proprio conto su uno nuovo che ha appena aperto a condizioni più vantaggiose senza canone mensile: in un’ipotesi del genere il giroconto è la soluzione per svuotare il conto vecchio a favore di quello nuovo, anche se quest’ultimo è aperto presso un altro istituto di credito.

Il giroconto serve per trasferire denaro tra conti appartenenti allo stesso titolare: ciò significa che non è possibile effettuare un pagamento, cioè versare denaro sul conto altrui. In questo caso, occorre affidarsi al tradizionale bonifico.

Che cos’è il postagiro?

Il postagiro è il trasferimento o il pagamento da un conto postale a un altro.

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Il postagiro è l’equivalente del giroconto in ambito postale: mentre il giroconto serve a trasferire soldi da un conto bancario a un altro conto bancario, il postagiro permette di trasferire soldi da un conto postale (BancoPosta) a un altro conto postale.

Oltre alla natura dell’istituto di credito, la differenza tra giroconto bancario e postagiro è che quest’ultimo consente anche di effettuare pagamenti.

Cosa rischia chi trasferisce i suoi soldi da un conto all’altro?

Il giroconto non ha rilevanza fiscale.

Spostare i propri soldi da un conto a un altro non comporta alcun rischio: l’operazione, infatti, è completamente legale poiché il denaro non è trasferito a un’altra persona ma resta sempre in capo allo stesso titolare.

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In buona sostanza, con il giroconto il correntista non fa altro che spostare il proprio denaro affidandolo a un altro istituto di credito che, per determinate ragioni, ritiene più sicuro o conveniente.

L’operazione non è illegale in quanto tracciabile; non può configurarsi un’ipotesi di riciclaggio perché il denaro rimane nella disponibilità dello stesso soggetto; dal punto di vista fiscale, inoltre, non cambia nulla, in quanto il correntista non subisce un’alterazione della propria situazione economica.

L’operazione non serve neanche a sottrarre denaro da possibili pignoramenti, atteso che il denaro resta intestato al debitore.

È pur vero, però, che nel caso di movimentazione di somme particolarmente elevate, la banca potrebbe procedere a effettuare i controlli necessari a chiarire i motivi e la destinazione del trasferimento.

Ciò non significa che si incorra in sanzioni: nel caso di richiesta di spiegazioni da parte dell’istituto di credito, basterà chiarire alla banca i motivi che hanno giustificato il trasferimento.

Approfondimenti

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