Lascito testamentario: cos’è e come funziona?
Come si fa un atto di liberalità all’interno del testamento? Qual è la differenza tra lascito e legato?
Il testamento è l’atto scritto che contiene le ultime volontà del suo autore; mediante tale documento, il testatore può disporre delle proprie sostanze per il periodo in cui non sarà più in vita: la sua efficacia, infatti, è subordinata alla morte di chi l’ha redatto. Ciò premesso, con il presente articolo risponderemo al seguente quesito: che cos’è e come funziona un lascito testamentario?
Come diremo, pur avendo alcuni tratti in comune, il lascito non deve esser confuso con il legato, cioè con la disposizione testamentaria a titolo particolare che si contrappone a quella a titolo universale che caratterizza l’istituzione dell’erede. E allora,
Indice
Che cos’è un lascito?
Il lascito è una donazione, solitamente destinata ad organizzazioni no profit.
Pur trattandosi di una denominazione estranea al codice civile, per lascito si intende dunque un atto di liberalità, cioè un negozio giuridico con cui il disponente si impoverisce senza ricevere nulla in cambio.
Che cos’è un lascito testamentario?
Il lascito può assumere la forma della donazione vera e propria – cioè dell’atto pubblico stipulato dal notaio alla presenza di due testimoni – oppure può essere contenuto in un
È in quest’ultimo caso che si parla di lascito testamentario: la liberalità è rappresentata da una disposizione all’interno dell’atto di ultima volontà.
Ciò non significa che l’intero testamento rappresenti una donazione a favore di terzi ma che almeno una sua disposizione sia rappresentata da una liberalità.
Ricapitolando, mentre la donazione è immediatamente efficace, attraverso il testamento una persona può decidere di devolvere i propri beni o una parte di essi quando cesserà di vivere, quindi in un momento futuro.
A quanto può ammontare il lascito testamentario?
L’ammontare del lascito testamentario non può ledere la parte di patrimonio destinata agli eredi necessari, cioè ai familiari più prossimi del defunto: coniuge, figli e genitori (art. 536 cod. civ.).
Ciò significa che l’importo massimo a cui può ammontare un lascito testamentario è pari alla quota disponibile del patrimonio del de cuius, oltrepassata la quale l’atto di liberalità è impugnabile dai legittimari mediante l’azione di riduzione, proponibile entro dieci anni dalla morte del testatore.
Insomma: il lascito testamentario non può ledere le quote riservate ai legittimari, cioè agli eredi necessari.
Che cos’è il testamento solidale?
Testamento solidale è l’altro nome con cui si è soliti identificare il lascito testamentario. Possiamo quindi sostenere che si tratta di sinonimi.
Che cos’è il legato?
Il legato è la disposizione testamentaria a titolo particolare con cui il de cuius attribuisce uno o più beni a persone che non acquistano la qualità di
In buona sostanza, con il legato il testatore attribuisce singoli diritti, limitando il trasferimento solamente a questi ultimi, a differenza di quanto accade invece con l’istituzione degli eredi, i quali subentrano nella totalità del patrimonio del defunto o in una quota di esso.
La differenza è importante perché mentre l’erede, accettando la chiamata alla successione, si accolla anche gli eventuali debiti ereditari, il legatario non è tenuto a pagare le obbligazioni che gravavano sul testatore (art. 756 cod. civ.).
Inoltre, mentre l’eredità va accettata (espressamente o tacitamente) il legato si acquista automaticamente all’apertura della successione, salvo il diritto del legatario di rinunciarvi (art. 649 cod. civ.).
L’erede subentra nell’intero patrimonio del defunto o in una sua quota mentre il legatario subentra in uno o più rapporti determinati.
Il legato può essere disposto anche a favore di uno degli eredi: si parla in queste ipotesi di prelegato (art. 661 cod. civ.).
Lascito testamentario e legato: qual è la differenza?
La differenza tra lascito testamentario e legato è chiara: mentre il primo rappresenta una liberalità, il secondo è lo strumento attraverso cui il testatore può attribuire una fetta del suo patrimonio a persone (solitamente) diverse dagli eredi, escludendole da eventuali debiti.
Un lascito testamentario può dunque essere effettuato mediante l’istituzione di erede o di legato, a seconda della volontà del testatore di far subentrare il beneficiario della liberalità in una quota del suo patrimonio oppure di trasmettergli unicamente uno o più beni.
Insomma: il lascito testamentario può tradursi tanto in un legato (come solitamente avviene) quanto nell’istituzione di erede.