Azione per usucapione: chi bisogna citare in causa?

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Autore: Mariano Acquaviva

28 agosto 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Legittimazione passiva per il riconoscimento del diritto di proprietà tramite usucapione dell’immobile: spetta solo all’ultimo proprietario o anche ai precedenti?

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L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario. Essa si verifica con il possesso prolungato, pacifico, pubblico e ininterrotto del bene altrui. Per ottenerlo, però, occorre quasi sempre una sentenza del giudice: è ben difficile, infatti, che il proprietario originario accetti la perdita della cosa senza fare opposizione. Chi bisogna citare in causa in un’azione di usucapione? Solo l’ultimo proprietario o anche i precedenti? Vediamo cosa ne pensa la giurisprudenza.

Usucapione: chi chiamare in causa?

La

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Corte di Cassazione [1] ha bacchettato quegli avvocati che, per intraprendere una causa di usucapione, citano in giudizio tutti i soggetti che si sono avvicendati nella proprietà del bene oggetto di causa nell’arco dell’ultimo ventennio (termine cioè utile per maturare il diritto all’usucapione).

Invece, la cosiddetta “legittimazione passiva” (termine usato dai giuristi per indicare quale soggetto debba ricevere la citazione) spetta unicamente all’ultimo proprietario.

Se nell’arco dei 20 anni l’immobile, prima intestato a Tizio, è stato da quest’ultimo venduto a Caio, che a sua volta l’ha ceduto a Sempronio, chi voglia chiedere l’usucapione del bene a proprio vantaggio dovrà notificare la citazione solo a Sempronio e non anche a Tizio e Caio. Se lo fa, potrà subire una condanna alle spese processuali, nei confronti di questi ultimi, per aver chiamato in giudizio dei soggetti completamente estranei alla lite. E ciò anche se poi il giudice, all’esito, gli riconoscerà il diritto di usucapione.

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La Corte di Cassazione ricorda che l’azione per l’accertamento dell’usucapione non va diretta nei confronti dei precedenti proprietari del bene, non aventi la qualità di “litisconsorti necessari” (cioè: parti necessarie in giudizio), ma unicamente nei confronti di chi risulta proprietario al momento della domanda.

Come difendersi dall’azione di usucapione?

Se hai ricevuto una citazione per una causa di usucapione, ma al momento in cui l’ufficiale giudiziario (o il postino, per conto di quest’ultimo) ti ha notificato l’atto non sei più il proprietario, allora potrai costituirti in giudizio chiedendo immediatamente la cosiddetta estromissione dalla causa.

Il giudice, cioè, dovrà, prima di proseguire il giudizio, dichiararti estraneo alla lite. In questo modo non sarai più considerato parte processuale e non dovrai partecipare alle udienze, né subirai gli effetti della sentenza.

In ogni caso, ti deve essere riconosciuto il rimborso delle spese per l’avvocato, a cui ti sei dovuto rivolgere per difenderti da una domanda maldestramente indirizzata nei tuoi riguardi.

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