Quando si prescrive un decreto ingiuntivo?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Redazione

07 aprile 2020

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Il creditore può procedere al pignoramento fino a massimo dieci anni dalla data in cui il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo: la prescrizione decorre da quando scade il termine di quaranta giorni per l’opposizione.

Annuncio pubblicitario

Come i debiti non durano in eterno, anche le condanne a pagare hanno una data di prescrizione. Non fa eccezione il decreto ingiuntivo a cui il codice civile [1] assegna una ben precisa “scadenza”, che è di dieci anni. Trascorso questo termine – se non arrivano nel frattempo lettere di sollecito (che, come vedremo, hanno l’effetto di interrompere la prescrizione) – nulla più è dovuto al creditore. Ma procediamo con ordine e vediamo quando si prescrive un decreto ingiuntivo

Annuncio pubblicitario
.

Cos’è un decreto ingiuntivo?

Ricordiamo, innanzitutto, cos’è un decreto ingiuntivo [2]: si tratta di un ordine, impartito dal giudice a chi deve corrispondere dei soldi o deve restituire dei beni mobili a un’altra persona, di eseguire tale prestazione entro massimo quaranta giorni.

Il procedimento per ottenere un decreto ingiuntivo (detto anche procedimento d’ingiunzione o monitorio) è più rapido ed economico rispetto a una vera e propria causa. Infatti, è sufficiente che il creditore depositi, presso la cancelleria del giudice competente, un ricorso con allegate le prove scritte del proprio credito. Possono essere prove idonee, ad esempio, le fatture, gli estratti delle scritture contabili certificati da un notaio, un documento firmato dal debitore, etc. In mancanza di prova scritta, non è possibile ottenere un decreto ingiuntivo: in questo caso, il creditore deve iniziare una vera e propria causa nei confronti del debitore, dando dimostrazione del proprio credito in modo diverso (ad esempio, ricorrendo a testimoni).

Annuncio pubblicitario

Attenzione però: la procedura d’ingiunzione non può essere utilizzata per tutti i crediti. Infatti, essa è possibile soltanto se il credito riguarda:

Il giudice, esaminato il ricorso e i documenti allegati, ingiunge al debitore di pagare o consegnare quanto dovuto entro il termine di quaranta giorni, decorrenti dalla

Annuncio pubblicitario
notifica del decreto.

Entro quanto tempo va notificato un decreto ingiuntivo?

Dopo che il giudice ha emesso il decreto ingiuntivo su ricorso del creditore, l’atto giudiziario va notificato al debitore entro massimo sessanta giorni [3]. La notifica è la consegna formale dell’atto al debitore, fatta tramite l’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo, se il debitore risiede nel territorio di sua competenza, gli consegnerà l’atto a mani; in caso contrario, gielo spedirà per posta osservando le formalità previste dalla legge.

Scaduto il termine di sessanta giorni, il decreto ingiuntivo diventa inefficace. Questo non toglie che il creditore possa chiederne uno ulteriore al giudice. A tal fine, egli dovrà depositare un nuovo ricorso e pagare le relative imposte, sempre che, nel frattempo, il suo credito non si sia prescritto (leggi

Annuncio pubblicitario
Quando decade un debito?).

Cosa avviene dopo la notifica del decreto ingiuntivo?

Una volta notificato, il decreto ingiuntivo resta in uno stato di “quiescenza” per quaranta giorni, durante i quali il creditore non può fare altro che aspettare. Infatti, ricevuta la notifica, il debitore ha tre possibilità:

Cosa è la prescrizione?

La

Annuncio pubblicitario
prescrizione è l’estinzione dei diritti a seguito del decorso del tempo [4]. Ti faccio un esempio: se dimentichi di pagare una mensilità dell’affitto e trascorrono cinque anni dalla scadenza senza che il padrone di casa te la richieda, il credito è prescritto e non sarai più tenuto a corrispondergliela.

Per ogni categoria di diritti vi sono termini di prescrizione diversi. I crediti, di norma, si prescrivono in dieci anni, a meno che la legge non stabilisca termini più brevi (come nell’esempio che ti ho appena fatto del canone di locazione). Ci sono anche diritti che non si prescrivono mai: sono quelli specificati dalla legge, come ad esempio il diritto di proprietà o quello al nome.

Annuncio pubblicitario

Il creditore può interrompere la prescrizione e guadagnare più tempo per far valere un proprio diritto. L’interruzione della prescrizione si effettua inviando al debitore una richiesta di pagamento scritta. La comunicazione deve essere fatta in modo tale da avere la prova che il debitore l’abbia ricevuta: ad esempio, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o, ancora meglio, tramite ufficiale giudiziario. Per saperne di più leggi Gli atti interruttivi della prescrizione.

Quando la prescrizione è interrotta il termine ricomincia a decorrere da capo, a partire dal giorno successivo a quello in cui l’interruzione si è verificata. Torniamo all’esempio che ti ho fatto sopra, relativo al mancato pagamento di una mensilità di affitto. Può essere che il proprietario dell’immobile si sia accorto della tua dimenticanza, ma, visto che sei sempre stato puntuale, voglia darti la possibilità di provvedere al pagamento senza sollecitarti. Se però il tempo trascorre e cominciano a passare gli anni, il padrone di casa può decidere di inviarti una raccomandata chiedendoti formalmente il canone arretrato. Dal giorno successivo alla ricezione della raccomandata, ricomincerà a decorrere da capo il termine di prescrizione di cinque anni.

Annuncio pubblicitario

Entro quanto tempo si prescrive il decreto ingiuntivo?

Una volta notificato il decreto ingiuntivo e divenuto definitivo in assenza di opposizione, il pignoramento è l’unica carta per recuperare i soldi. Ma che succede se il creditore tentenna e lascia passare molto tempo, addirittura anni? Anche il credito risultante dal decreto ingiuntivo, come tutti i crediti, va in prescrizione.

In questo caso, si applica il termine di prescrizione ordinario, che come abbiamo detto è di dieci anni, e questo a prescindere dalla natura del credito per il quale si è chiesta l’emanazione del decreto [5]. Facciamo l’esempio di una società del gas che abbia ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti di un utente, per il mancato pagamento di alcune bollette. Il termine di prescrizione che la legge stabilisce per queste ultime è di due anni; ma, dopo il decreto ingiuntivo, esso non vale più e si considera unicamente quello decennale.

Annuncio pubblicitario

Quello che abbiamo detto a proposito del decreto ingiuntivo vale anche per le sentenze di condanna. Poniamo che il debitore abbia proposto opposizione al decreto e che, a seguito di ciò, tra lui e il creditore si sia instaurata una causa. Se il giudice ritiene di dover confermare il decreto ingiuntivo emette una sentenza, con la quale condanna il debitore al pagamento della somma richiesta dal creditore, oltre alle spese legali. Ebbene, anche in questo caso il termine per dare esecuzione alla sentenza e procedere al pignoramento è di dieci anni.

Da quando decorre la prescrizione del decreto ingiuntivo?

Da quando iniziano a decorrere i dieci anni di prescrizione del decreto ingiuntivo

Annuncio pubblicitario
? La Corte di Cassazione, a proposito delle sentenze, ha ribadito [6] che il termine di prescrizione previsto dal codice civile non decorre dal giorno in cui sia possibile l’esecuzione della sentenza e neppure dalla sua pubblicazione, ma dal momento del suo passaggio in giudicato, ossia da quando diventa definitiva. Ciò avviene quando sono trascorsi tutti i termini previsti dalla legge senza che la sentenza sia stata impugnata.

Quindi, adattando questi principi al caso del decreto ingiuntivo, i dieci anni di prescrizione decorrono da quando esso è divenuto definitivo, vale a dire dalla scadenza del termine di quaranta giorni entro cui può essere proposta opposizione. Se il decreto ingiuntivo, invece, è oggetto di opposizione la prescrizione (in questo caso della sentenza) inizia a decorrere dal momento del passaggio in giudicato della stessa (ossia quando sono scaduti i termini per proporre impugnazione).

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui