Flat tax 2019: come funziona il nuovo regime forfettario

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Autore: Noemi Secci

07 agosto 2019

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Chi rientra nel nuovo regime agevolato con tassazione al 15%, quali sono i requisiti e gli adempimenti dal 2019.

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Il regime forfettario, dal 2019, si apre ad un’ampia platea di destinatari: possono difatti beneficiare di questo regime agevolato tutti i professionisti e le imprese che non superano i 65 mila euro di ricavi. Sono inoltre stati eliminati i limiti riguardanti i limiti di spesa per il personale dipendente, per i collaboratori e per l’acquisto di beni strumentali. Dipendenti e pensionati che aprono la partita Iva possono aderire al regime anche se il reddito derivante dalla pensione o dal lavoro subordinato supera i 30mila euro annui.

Resta il regime forfettario “start-up”, con tassazione al 5% per i primi 5 anni di attività. Non cambiano nemmeno i coefficienti di redditività: a questo proposito, bisogna sapere che nel regime forfettario non è possibile dedurre spese (fanno eccezione i soli contributi previdenziali), ma il reddito viene decurtato in base a una determinata percentuale, diversa a seconda del settore di attività.

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Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla Flat tax 2019: come funziona il nuovo regime forfettario.

Come funziona il regime forfettario 2019?

Il forfettario è un regime fiscale agevolato che presenta degli aspetti in comune col vecchio regime dei contribuenti minimi: si tratta di un regime dedicato alle imprese ed ai professionisti con redditi bassi e pochi costi da dedurre.

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Il regime forfettario, nel dettaglio, prevede la tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si soddisfano particolari requisiti, e la tassazione sostitutiva al 15% negli altri casi.

L’imposta del 15% (o del 5%) sostituisce Irpef, Irap e addizionali. Inoltre, chi aderisce al forfettario beneficia dell’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, fatturazione elettronica…), dagli studi di settore (ora Isa, indici sintetici di affidabilità fiscale) e dalla tenuta delle scritture contabili.

Chi può aderire al regime forfettario nel 2019?

Possono accedere al regime forfettario i titolari di ditta individuale o i liberi professionisti

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; non sono ammesse le società, né i soci di società di persone (come Snc o Sas), di associazioni assimilate o di società a responsabilità limitata trasparenti (Srl trasparenti).

Dal 2019 non sono ammessi coloro che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata (Srl) o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni
Non sono ammessi neanche coloro la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a questi datori di lavoro.

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Quali sono i requisiti per rientrare nel forfettario 2019?

Dal 2019, per la permanenza nel regime forfettario è sufficiente non superare 65mila euro di ricavi annui. Sono spariti i limiti, in vigore sino al 31 dicembre 2018, relativi alla percezione di redditi di lavoro dipendente o di pensione, alle spese per collaboratori e personale dipendente ed all’acquisto di beni strumentali.

Per chi fruisce della riduzione della tassazione, cioè del forfettario super agevolato con tassazione al 5%, i requisiti sono gli stessi un tempo previsti per i contribuenti minimi:

Per approfondire:

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Forfettario e contribuenti minimi.

Quanto dura il regime forfettario?

Il regime forfettario non ha una durata determinata ma illimitata: in pratica, dura sinché il contribuente rispetta i requisiti normativi previsti per la permanenza nel regime. Il regime forfettario super agevolato per chi avvia l’attività, ossia il regime che prevede la tassazione del 5%, dura invece sino a un massimo di 5 anni.

Per aderire al forfettario si deve fare una domanda?

Per chi inizia l’attività, l’adesione al regime forfettario, o regime di vantaggio, si deve comunicare all’atto della domanda di attribuzione della partita Iva all’agenzia delle Entrate, barrando l’apposita casella.

Per chi è già in attività e vuole aderire non è necessario presentare alcuna domanda, purché si possiedano i requisiti per la permanenza nel regime fiscale agevolato, in quanto il forfettario è il “regime naturale” per i contribuenti per cui risultano verificate tutte le condizioni d’accesso.

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Se l’interessato ha optato per il regime Iva ordinario o in contabilità semplificata, l’opzione vincola per 3 anni, salvo rilevanti modifiche ai regimi fiscali.

Si può passare al forfettario nel 2019?

Per l’anno 2019, considerando le rilevanti modifiche relative ai requisiti per l’ingresso e la permanenza nel forfettario, chi è nel regime ordinario o della contabilità semplificata può accedere al forfettario: non è necessario presentare alcun documento in merito, ma perché l’opzione sia efficace è sufficiente emettere fattura senza addebitare l’Iva al cliente o committente, e senza ritenuta d’acconto, specificando l’utilizzo del regime fiscale agevolato.

Cosa si scrive nella fattura forfettario?

In particolare, in

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fattura, per specificare l’applicazione del regime forfettario, va riportata la seguente dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014.

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

Com’è tassato il reddito per i forfettari?

Nel regime forfettario, non si possono dedurre dal reddito le spese inerenti all’attività, ma sono tassati direttamente i ricavi, decurtati da una percentuale, il coefficiente di redditività

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. Questo coefficiente varia, a seconda dell’attività, dal un massimo dell’86% a un minimo del 40%.

Si possono dedurre solo i contributi previdenziali ed eventuali perdite pregresse.

Nel dettaglio, i coefficienti di redditività applicati sono i seguenti:

Facciamo un esempio pratico per capire meglio la tassazione: se il professionista, in un anno, fattura 10mila euro, viene tassato su 7.800 euro (il 78% di 10mila), come se le sue spese ammontassero al 22% del reddito. Il commerciante con 10mila euro di ricavi, invece, viene tassato su 4mila euro, considerando le spese pari al 60% di quanto incassato.

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Si possono assumere dipendenti o collaboratori col forfettario?

Chi aderisce al forfettario può assumere dipendenti e avvalersi di collaboratori, ma, sino al 31 dicembre 2018, le spese per lavoro dipendente e per i collaboratori devono risultare inferiori a 5mila euro annui.

Dal 2019 il limite è stato abolito.

Si possono acquistare beni strumentali col forfettario?

Chi aderisce al forfettario può acquistare beni strumentali, ad esempio attrezzature, mobili e auto, ma, sino al 31 dicembre 2018, la spesa annua non deve superare 20mila euro.

Dal 2019 il limite è stato abolito.

Quali sono le agevolazioni per chi aderisce al forfettario nel 2019?

Le agevolazioni per chi aderisce al forfettario nel 2019, o per chi resta nel regime, avendovi già aderito, sono:

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I soli adempimenti consistono dunque nell’emissione delle fatture, nella loro numerazione e conservazione e nella presentazione della dichiarazione dei redditi.

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I contribuenti forfettari devono conservare e numerare le fatture e presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, nella quale calcolano anche i contributi dovuti all’Inps. Per approfondire: Forfettario, come si presenta la dichiarazione dei redditi.

Che cosa succede a chi lavora come dipendente?

In base a quanto disposto dalla legge che ha modificato il regime forfettario, la legge di bilancio 2019 [1], chi lavora come dipendente, o ha lavorato come dipendente negli ultimi 2 anni, è soggetto al controllo della fatturazione prevalente, nei confronti del datore di lavoro e nei confronti di soggetti riconducibili al datore di lavoro, in modo diretto o indiretto.

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Sono considerati «soggetti direttamente o indirettamente riconducibili» ai datori di lavoro, i soggetti controllanti, controllati e collegati a quest’ultimo, considerando quali persone interposte i familiari ai fini delle imposte sui redditi: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Il pensionato può aderire al regime forfettario?

Contrariamente a quanto previsto sino al 31 dicembre 2018, il pensionato può aderire al regime forfettario a prescindere dal reddito di pensione al quale ha diritto: in sostanza, anche chi percepisce una pensione superiore a 30mila euro può aderire al regime fiscale di vantaggio.

Inoltre, ai pensionati

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non si applica la limitazione legata alla fatturazione prevalente nei confronti degli attuali o precedenti datori di lavoro, o dei soggetti collegati: lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con una recente risposta a interpello [3], che peraltro conferma una recente circolare dell’Agenzia stessa [2].

In particolare, chi inizia a percepire la pensione ed inizia un’attività autonoma svolta in via prevalente nei confronti del precedente datore di lavoro, può comunque aderire al regime forfettario, nel caso in cui il pensionamento sia obbligatorio per legge.

In quest’ipotesi, difatti, essendo la cessazione del rapporto obbligatoria, viene meno la finalità della causa di esclusione dal forfettario, cioè evitare l’artificiosa trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in rapporti di lavoro autonomo al solo fine di sfruttare il vantaggio fiscale.

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Come si stabilisce chi fattura in prevalenza al datore di lavoro?

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che [2], per stabilire la prevalenza dei rapporti nei confronti del datore di lavoro, non ha alcuna rilevanza il tempo impiegato per portare a termine gli incarichi conferiti, ma bisogna far riferimento ai compensi ricevuti dallo stesso.

Se, ad esempio, l’interessato fattura nell’anno, in totale, 15mila euro, di cui 10mila al datore di lavoro (o all’ex datore di lavoro), è sicuramente presente la prevalenza del fatturato nei confronti del datore, quindi l’impossibilità di permanenza nel forfettario

La prevalenza non sarebbe invece presente se, ad esempio, i compensi derivanti dal datore di lavoro fossero pari a 10mila euro, mentre quelli ottenuti da altri fossero pari a 15mila euro: in quest’ultimo caso, il regime forfettario sarebbe applicabile.

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Questa verifica, però, può essere fatta solo “a consuntivo”, cioè una volta terminato l’anno d’imposta, e non a priori, lasciando così un’incertezza sull’applicazione del regime forfettario.

Facciamo un esempio per capire meglio:

L’agenzia delle Entrate ha chiarito anche che la prevalenza va intesa in senso assoluto: non basta che l’«ex datore» costituisca il principale cliente del soggetto forfettario (ad esempio con un fatturato pari al 40% del totale, quando tutti gli altri clienti sono inferiori), ma occorre che i ricavi o i compensi percepiti nell’anno da quest’ultimo siano in ogni caso superiori al 50%.

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In conclusione, la norma non impedisce lo svolgimento contemporaneo di un’attività di lavoro dipendente e di un’attività in regime forfettario, svolta anche nei confronti del datore di lavoro (o di un soggetto riconducibile). Ciò che determina la fuoriuscita dal regime agevolato è la prevalenza degli incassi provenienti da questi soggetti.

Posso aderire al forfettario nel 2020?

Non hai aderito al regime forfettario nel 2019 pur avendone i requisiti: ora ti sei pentito e vorresti aderire l’anno prossimo. Ma questo si può fare?

Devi sapere che, se hai optato per il regime ordinario, l’opzione ti vincola per 3 anni (il forfettario, invece, non è un’opzione, ma un regime fiscale “naturale”). Se, però, anche per il 2020 dovessero esserci novità normative rilevanti in materia di regime forfettario, potrai svincolarti dall’opzione e aderire al regime agevolato.

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