Stipendio a provvigioni: è lecito?

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Autore: Noemi Secci

19 marzo 2019

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Il lavoratore dipendente può essere pagato solo con provvigioni, senza una retribuzione fissa o minima?

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Finalmente è arrivata una proposta di assunzione, con un contratto di lavoro dipendente: il datore di lavoro, però, non ti corrisponderà alcun fisso, ma ti pagherà esclusivamente con provvigioni. Il datore, in sostanza, ti ha detto che ti retribuirà in base al fatturato dell’azienda: se le vendite vanno male, non prenderai niente. Ma questo è possibile? Lo stipendio a provvigioni è lecito per un lavoratore dipendente? Anche se può sembrarti strano, non esiste un divieto di corrispondere provvigioni a un lavoratore dipendente: tuttavia, bisogna considerare che il lavoratore subordinato non “deve sopportare” il rischio d’impresa, ma ha il diritto di essere retribuito in base alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto. Il rapporto di lavoro subordinato non deve essere perciò confuso col rapporto di lavoro autonomo, come quello che intercorre tra l’agente di commercio ed il cliente o committente, anche nel caso in cui il pagamento avvenga a provvigioni. Ma procediamo per ordine, e proviamo a fare chiarezza riguardo alle tipologie di retribuzione del lavoratore dipendente.

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Che cos’è la retribuzione?

La retribuzione, che può essere chiamata, a seconda delle ipotesi, stipendio, salario, paga o compenso, costituisce il corrispettivo dell’attività svolta dal dipendente a favore del datore di lavoro, in dipendenza del rapporto lavorativo

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[1].

Quando non spetta lo stipendio?

Il diritto alla retribuzione viene sospeso solo se la prestazione lavorativa non è effettuata, salvi i casi in cui la legge tutela il lavoratore impossibilitato a svolgere l’attività (malattia, infortunio, maternità…).

Nei casi in cui il diritto alla retribuzione è sospeso, ma l’assenza è tutelata, il lavoratore può ricevere un’indennità (solitamente da un ente previdenziale, come l’Inps), un’integrazione da parte del datore di lavoro, o entrambe.

Chi decide lo stipendio?

In via generale, lo stipendio è determinato liberamente dalle parti, nel rispetto però di un limite minimo, che la giurisprudenza, sulla base del principio costituzionale di

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retribuzione sufficiente, ha individuato nei valori di paga base fissati dagli accordi collettivi.

In parole semplici, lo stipendio minimo coincide con la retribuzione minima, o paga base (può avere denominazioni diverse) prevista dai contratti collettivi.

Si può lavorare senza stipendio?

Il lavoro gratuito è contemplato soltanto per il rapporto di volontariato e, in alcuni casi, per il lavoro familiare.

Come può essere stipendiato il lavoratore?

Le forme più comuni di retribuzione sono:

Come funziona lo stipendio a tempo?

La retribuzione a tempo è quella utilizzata nella generalità dei casi: il termine di riferimento può essere l’ora (paga oraria), la giornata, la settimana, la quindicina, il mese o l’anno (per quanto riguarda le mensilità aggiuntive, come tredicesima e quattordicesima).

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Se vuoi capire meglio come funziona la retribuzione a tempo, ti consigliamo di leggere: Paga oraria e paga mensilizzata.

Come funziona lo stipendio a cottimo?

La retribuzione è a cottimo se il lavoratore viene retribuito in base alla quantità di lavoro prodotto.

Il lavoro a cottimo può essere individuale o collettivo (quest’ultimo consiste in una forma di lavoro prevista da alcuni contratti collettivi in cui il tipo di lavorazione, i tempi necessari e la quantità da produrre sono riferiti ad un gruppo di lavoratori appartenenti ad una squadra), si applica normalmente agli operai e costituisce un’integrazione della normale retribuzione a tempo.

Come funziona lo stipendio con provvigioni?

In alcuni casi, il lavoratore può essere retribuito, in tutto o in parte, con

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provvigioni. Nel settore dell’industria, ad esempio, è ancora valido il contratto corporativo [2] in base al quale i lavoratori possono retribuiti in tutto o in parte con provvigioni: tuttavia, lo stesso contratto garantisce a questi lavoratori uno stipendio minimo, pari a quello previsto per gli impiegati con qualifiche analoghe che godono di una retribuzione fissa.

Normalmente, il lavoratore pagato a provvigioni riceve dunque uno stipendio fisso mensile, al quale si aggiunge una quota costituita dalle provvigioni; la base per il calcolo delle provvigioni viene decisa dal contratto collettivo aziendale o dal contratto individuale, assieme alla percentuale di provvigione

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(calcolata sugli affari trattati dal lavoratore, conclusi o andati a buon fine, o sul fatturato dell’azienda).

In ogni caso deve essere accertato che lo stipendio (sia la retribuzione minima che le provvigioni) sia proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato, e sufficiente a garantire al lavoratore ed ai familiari un’esistenza dignitosa.

Come funziona lo stipendio con partecipazione agli utili?

La retribuzione può essere anche corrisposta, in tutto o in parte, con partecipazione agli utili (generalmente ci si riferisce agli utili netti dell’impresa), a meno che la contrattazione collettiva o il contratto individuale dispongano diversamente [3].

Lo stipendio

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, anche nel caso in cui sia corrisposta la sola partecipazione agli utili, deve comunque risultare, nel concreto, proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato, e sufficiente a garantire al lavoratore ed ai familiari un’esistenza dignitosa, considerando anche che la partecipazione agli utili dipende strettamente dall’operato del datore di lavoro.

Pertanto, anche se il lavoratore può contribuire alla realizzazione del risultato di gestione dell’azienda con la propria prestazione lavorativa, il dipendente retribuito totalmente con partecipazione agli utili non può essere danneggiato da un risultato negativo dell’attività imprenditoriale, con mancata previsione della retribuzione

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[4].

Come funziona lo stipendio con partecipazione ai prodotti?

La partecipazione ai prodotti [5] è una modalità di retribuzione che esiste principalmente nel settore agricolo e della pesca, e che costituisce solamente un’integrazione dello stipendio fisso; la materia è disciplinata dagli accordi collettivi o individuali: la legge ne stabilisce esclusivamente la legittimità, non prevedendo un’apposita disciplina.

Si può pagare lo stipendio solo a provvigioni?

In base a quanto osservato, il pagamento dello stipendio tramite provvigioni, partecipazione agli utili o al prodotto è possibile, ma solo garantendo una retribuzione minima al lavoratore, commisurata all’attività svolta.

Si può diminuire lo stipendio se l’azienda va male?

Lo stipendio del dipendente non può essere tagliato o diminuito a discrezione del datore di lavoro, nemmeno se il fatturato cala o l’attività va male: vige infatti il principio dell’irriducibilità della retribuzione del lavoratore dipendente.

In base a questa regola, il datore di lavoro non può peggiorare lo stipendio del suo dipendente, decidendo di pagarlo di meno. Può soltanto, seguendo le previsioni di legge, modificare le mansioni, in base a specifiche esigenze aziendali (il demansionamento è permesso soltanto in casi particolari).

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