Quanto costa decreto ingiuntivo condominiale
Recupero crediti condominiali: le spese legali che deve anticipare il condominio per agire contro i morosi.
Da diversi mesi, alcuni condomini del tuo palazzo hanno smesso di pagare le quote ordinarie per come approvate dall’assemblea con l’ultimo piano di riparto. L’amministratore li ha diffidati con una raccomandata dando loro 15 giorni per regolarizzarsi. L’importo non è particolarmente alto, ma al momento nulla fa ritenere che questi vogliano adempiere. Non resta che agire contro di loro con un avvocato; così almeno vi ha riferito l’amministratore. Ma per fare questo bisogna anticipare le spese legali per l’azione giudiziaria. Azione che, comunque, può essere gestita con il più veloce e sicuramente economico
Così, dopo aver letto il nostro articolo Conviene fare un decreto ingiuntivo per pochi euro? ti chiedi se sia più utile per il condominio agire con il recupero crediti o piuttosto soprassedere. Per farti un’idea dei costi e dei benefici della procedura, hai bisogno di sapere quanto costa un decreto ingiuntivo condominiale. È quanto cercheremo di illustrare nella presente guida. Ma procediamo con ordine.
Indice
Recupero crediti condominiali: come funziona?
Quando uno dei condomini non paga le proprie quote, l’amministratore ha il dovere – non solo un potere – di agire contro di lui. L’azione deve essere avviata
Se l’amministratore non agisce entro cinque anni, il debito va in prescrizione e non è più dovuto; se però, nell’arco dei cinque anni, l’amministratore invia delle diffide o prova a recuperare il credito, la prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo per altri cinque anni.
Il recupero dei crediti condominiali può essere effettuato con un procedimento molto più veloce delle normali azioni civili. Infatti, la legge prevede la possibilità di richiedere al giudice competente un
In ogni caso, già dopo la notifica del decreto ingiuntivo, previa spedizione del cosiddetto «atto di precetto
L’opposizione al decreto ingiuntivo che abbia ad oggetto contestazioni in merito al riparto delle spese condominiali non può essere presentata se prima il condomino non si è opposto alla delibera assembleare nei termini con cui è stata approvata detta ripartizione (30 giorni dalla data della riunione o, se assente, 30 giorni dalla comunicazione del verbale di assemblea). Quindi, il debitore non può sollevare contestazioni in merito al decreto ingiuntivo che ineriscono alla delibera assembleare (ad esempio alle maggioranze, alla regolarità, alla competenza, ecc.) se non ha impugnato la delibera medesima.
Decreto ingiuntivo condominiale: quanto costa?
Gli oneri del decreto ingiuntivo (ad esempio la parcella dovuta all’avvocato, le spese vive, ecc.) devono essere anticipate dal condominio. Né l’assemblea può poi, di propria iniziativa, addebitarle sul moroso in un successivo momento. E difatti, come già avevamo chiarito in Ripartizione spese legali in condominio, è solo il giudice che può addossare sul debitore le spese legali. Solo queste ultime vanno quindi chieste in rimborso e non altre somme.
Veniamo ora ai costi del decreto ingiuntivo condominiale. In realtà, le voci sono le stesse di un normale decreto ingiuntivo. Non è infatti la materia ma l’importo economico a determinare il volume di spesa per l’azione di recupero crediti.
Contributo unificato
Per chiedere un decreto ingiuntivo c’è innanzitutto da pagare il contributo unificato che è una tassa che si versa allo Stato per accedere alla giustizia civile.
Il contributo unificato varia a seconda dell’entità del credito. Gli scaglioni sono attualmente i seguenti (vengono tuttavia periodicamente aggiornati):
- Valore fino a € 1.100,00: € 21,50;
- Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00: € 49,00;
- Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00: € 118,50;
- Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00: € 259,00;
- Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00: € 379,50;
- Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00: € 607;
- Valore superiore a € 520.000,00: € 843.
Marca da bollo
Bisogna poi versare una
Costi di notifica
C’è ovviamente poi il costo della notifica con l’ufficiale giudiziario che è di circa 15 euro (i costi possono variare a seconda che la notifica venga fatta a mani, in città o fuori, oppure attraverso il servizio postale).
Se tuttavia il debitore è una società, un’azienda, un professionista o una ditta individuale, la notifica può essere fatta a mezzo di posta elettronica certificata ed è pertanto gratuita.
Onorario avvocato
Non bisogna dimenticare la parcella dell’avvocato
Ci sono avvocati che arrivano a chiedere anche 1.500 euro per un decreto ingiuntivo di importo elevato e chi invece si accontenta di meno.
Se il decreto ingiuntivo non viene opposto
Se il debitore non fa opposizione al decreto ingiuntivo, si devono aggiungere la richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo e il rilascio della copia autentica. Si consideri non più di altri 50 euro euro per diritti di cancelleria.
C’è poi il costo della notifica del precetto (altri 15 euro circa) e l’avvio dell’azione esecutiva: il pignoramento. I costi del pignoramento variano a seconda del tipo di esecuzione prescelta. Si va dai 3.000 euro circa di un pignoramento immobiliare ai 500 circa per un pignoramento mobiliare. Per un pignoramento presso terzi, di solito, il corrispettivo è di circa 1.000 euro, sempre tenendo conto di un valore medio del credito da recuperare.
Se il decreto ingiuntivo viene opposto
Se invece il moroso presenta opposizione al decreto ingiuntivo, i costi che il condominio dovrà sostenere per la successiva causa sono molto più elevati. C’è innanzitutto la prima udienza di mediazione, a cui si dovrà partecipare con l’avvocato, che prevede una spesa viva di 40 euro. Poi c’è il giudizio vero e proprio: anche qui la parcella dell’avvocato varia a seconda della complessità del giudizio, dell’entità della somma da recuperare e dell’intesa con l’amministratore. Si può arrivare anche a 4.000 euro per un credito di media entità.