Che differenza c'è tra Polizia e Carabinieri?

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Autore: Carlos Arija Garcia

15 gennaio 2020

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Di che cosa si occupano i diversi comparti delle forze dell’ordine? Chi chiamare in caso di emergenza?

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Agli occhi del comune cittadino, potrebbero sembrare più o meno la stessa cosa. Cambia il nome, cambia la divisa, ma non il loro compito. In realtà, non è proprio così. Che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri? Ad entrambi unisce il fatto di appartenere alle forze dell’ordine con compiti di pubblica sicurezza. Sono, a tutti gli effetti, delle forze di Polizia. Ma, a differenza delle altre, quella dei Carabinieri è un’Arma che appartiene alle forze armate e che, pertanto, dipende dal ministero della Difesa. La Polizia, invece, è una struttura civile che dipende direttamente dal ministero dell’Interno.

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Anche il termine «Polizia», a ben vedere, può risultare fin troppo generico. Bisogna distinguere, infatti, tra Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Polizia giudiziaria, ecc. C’è, infine, la Polizia municipale (quelli che una volta erano noti come Vigili urbani) che dipende dai singoli Comuni. Non guasta, dunque, capire che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri, ma anche tra le varie forze di Polizia, per sapere quali sono i compiti di ciascuno, come sono organizzati ed in base a che cosa bisogna chiamare l’una o gli altri in caso di necessità.

Carabinieri: di cosa si occupano?

L’Arma dei

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Carabinieri è nata con la legge reale del 13 luglio 1814, con cui il re Vittorio Emanuele I di Savoia, al suo rientro a Torino dall’esilio di Cagliari, il corpo del Carabinieri Reali come unità militare con compito di polizia.

Fino al 2000, l’Arma faceva parte dell’Esercito italiano. Oggi, invece, pur restando una forza armata, ha una struttura autonoma che le consente – tra le altre cose – di partecipare alle missioni militari all’estero non più con la sola funzione di polizia militare. I Carabinieri, comunque, restano alle dirette dipendenze del ministero della Difesa, nonostante appartengano di fatto alle forze di polizia.

Nel 2017, l’Arma ha assorbito il Corpo Forestale dello Stato

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, ad esclusione di quelli appartenenti alle cinque Regioni a statuto speciale. È nato, così, il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare che dipende dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Nella loro veste militare, i Carabinieri hanno come compiti:

Nella loro veste, invece, di forza di polizia, dipende dal ministero dell’Interno per quanto riguarda la pubblica sicurezza, il controllo del territorio, l’ordine pubblico, gli interessi della collettività.

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Carabinieri: la struttura interna

L’organigramma dei Carabinieri prevede quattro ruoli, ovvero:

Ciascuna di queste gerarchie è suddivisa in altre. Ad esempio, tra appuntati e carabinieri troviamo:

Tra i sovrintendenti:

Tra gli ispettori:

Infine, tra gli ufficiali:

Quest’ultimo, vale a dire il generale di corpo d’armata, può ricoprire la carica di

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Comandante generale dei Carabinieri, di Capo di stato maggiore o di sottocapo di stato maggiore. Quest’ultima, però, può essere affidata anche ad un generale di divisione.

Per approfondire, leggi il nostro articolo su come fare per entrare nei Carabinieri.

Polizia: di che cosa si occupa?

In Italia esistono, oltre all’Arma dei Carabinieri, altre forze di polizia nazionale controllate dal Governo, ovvero:

Polizia di Stato: la struttura interna

La struttura interna della

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Polizia di Stato è molto articolata. A cominciare dal lavoro in questura, cioè nell’ufficio territoriale di Polizia che c’è in tutti i capoluoghi di provincia. Il questore, figura a capo di questo ufficio, è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza.

All’interno della questura lavorano due Divisioni e cinque uffici, ovvero:

E poi ci sono i commissariati, ovvero degli uffici distaccati dalla questura presenti in alcuni quartieri delle città più grandi.

Polizia di Stato: il lavoro su strada

Ti sarà capitato frequentemente di incrociare per strada qualche coppia di poliziotti a piedi o in auto (le famose «pantere»). Si tratta delle

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pattuglie che controllano personalmente le vie ed i quartieri delle città, le stazioni, porti ed aeroporti. Le volanti appartengono all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico delle questure e controllano il territorio in auto. In alcuni quartieri è possibile vedere in azione anche la Polizia a cavallo ed il reparto prevenzione crimine, che interviene quando c’è la segnalazione di un cittadino.

Fuori dagli uffici, però, c’è anche il lavoro di altri agenti, ovvero:

Polizia di Stato: il lavoro investigativo

Della Polizia di Stato fanno parte anche:

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Vale la pena, infine, citare le altre risorse destinate ad attività che richiedono

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agenti specializzati in determinate materie, ovvero:

Per approfondire, leggi il nostro articolo su come fare per entrare in Polizia.

Polizia municipale: di cosa si occupa?

Tra le forze di polizia non dobbiamo dimenticare il lavoro della Polizia municipale o locale, cioè quella che una volta veniva chiamata – e tuttora è così per molti cittadini – Vigili urbani. Dipende direttamente dal Comune di appartenenza.

Sbaglia (e di grosso) chi ritiene che la Polizia municipale si dedichi soltanto a fare delle

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multe per divieto di sosta. L’ambito operativo di questi agenti si è allargato parecchio negli ultimi anni. Per citare alcune delle loro attività, possiamo segnalare le indagini e le operazioni su:

C’è, poi, l’attività di istituto di polizia stradale attraverso cui garantiscono la sicurezza sulle strade ed il rispetto del Codice.

Insieme ad altre forze dell’ordine, infine, interviene in molti servizi di ordine pubblico diretti dall’autorità di pubblica sicurezza: manifestazioni, partite, concerti o altri eventi particolari.

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Polizia o Carabinieri: chi bisogna chiamare?

Una volta, quando ci si trovava in una situazione di emergenza, poteva sorgere il dubbio amletiano: bisogna chiamare la Polizia o i Carabinieri? Oggi, questo problema è pressoché risolto con la creazione del numero unico di emergenza. Si tratta del 112, al quale non rispondono più solo i Carabinieri ma un operatore che smista la telefonata a seconda dell’urgenza da risolvere: 113 per la Polizia, 115 per i Vigili del fuoco o 118 per un’ambulanza.

In pratica, si tratta di una centrale unica di risposta che decide chi deve intervenire tra i vari servizi di emergenza. È collegata al centro elaborazione dati del ministero dell’Interno e, pertanto, è in grado di geolocalizzare la telefonata di richiesta di aiuto, che si tratti di una chiamata fatta con il cellulare o con un telefono fisso.

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