Come dimostrare more uxorio

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Autore: Mariano Acquaviva

25 agosto 2020

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Coppie di fatto: come ottenere il riconoscimento dalla legge? Come provare la convivenza tra due persone che coabitano?

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Non occorre sposarsi per volersi bene: le coppie che si amano possono convivere tranquillamente senza necessità di alcuna celebrazione o riconoscimento formale. Non è questo il punto, però; il problema si pone allorquando ai coniugi vengono riconosciuti diritti che l’ordinamento giuridico non riserva ad altri. Con la legge Cirinnà del 2016 sono state introdotte anche in Italia le convivenze di fatto: le persone unite da un vincolo affettivo stabile posso dichiarare il proprio status in Comune e ottenere il riconoscimento di alcuni diritti. Ecco dunque che diventa fondamentale

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dimostrare la convivenza.

Esiste una terminologia latina che sta a indicare la convivenza di fatto, cioè quella che intercorre tra due persone non sposate: si parla in questi casi di convivenza more uxorio. More uxorio significa, letteralmente, “a modo di moglie”, e serviva a indicare la situazione della coppia che conviveva come marito e moglie pur non essendo sposata. Oggi questa situazione è stata finalmente riconosciuta dalla legge e, pertanto, dimostrare la convivenza assume un significato importante. Come provare la convivenza more uxorio e ottenere i relativi benefici? Scopriamolo insieme.

Convivenza more uxorio: cos’è?

La convivenza more uxorio non è altro che la

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convivenza di fatto tra due persone non sposate. Come spiegato in premessa, la locuzione “more uxorio” sta a significare “come una moglie”, oppure, in senso più ampio, “secondo il costume matrimoniale”.

Dunque, chi convive more uxorio si comporta di fatto come una coppia sposata pur non essendolo.

La convivenza more uxorio in Italia

A seguito dell’approvazione della famosa legge Cirinnà [1], in Italia la convivenza more uxorio ha finalmente trovato una formale disciplina: le coppie di fatto che decidono di registrare la propria unione presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza possono accedere a un particolare regime fatto di diritti e doveri.

Secondo la legge, si intendono per

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conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

I conviventi more uxorio possono anche decidere di rimanere tali e, pertanto, di non formalizzare alcuna unione; in tal caso, essi continueranno a vedersi riconosciuti solamente i pochi diritti che la giurisprudenza e alcune leggi speciali riconoscono loro.

In entrambi i casi è comunque fondamentale riuscire a provare la convivenza more uxorio. Vediamo come.

Come provare una convivenza more uxorio?

Per dimostrare una convivenza more uxorio

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si può ricorrere a qualsiasi mezzo di prova: dalle testimonianze ai contratti, tutto può essere utile per comprovare la convivenza con un’altra persona.

Tra i documenti privilegiati a dimostrare una coppia di fatto ci sono senz’altro il certificato di residenza anagrafica e lo stato di famiglia: col primo si dimostra di essere residenti presso un determinato Comune, mentre col secondo si è in grado di provare la coabitazione all’interno dello stesso immobile.

Utilissimi per provare la convivenza more uxorio sono anche i contratti stipulati unitamente dalla coppia: pensa al mutuo cointestato per l’acquisto di una casa, oppure all’assicurazione cointestata dell’auto, o a qualsiasi altro tipo di contratto (un finanziamento, ecc.).

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Anche la proprietà comune di determinati beni può essere valida prova della convivenza more uxorio.

La presenza di prole è altro sintomo di unità affettiva duratura e stabile: a tal proposito, è sufficiente chiedere il rilascio di un certificato di nascita presso l’ufficio dello stato civile del Comune.

Infine, è possibile dimostrare la convivenza di fatto mediante dichiarazioni testimoniali: chiunque può deporre a favore della coppia e, in particolare, del vincolo stabile che lega da tempo i conviventi.

Dimostrare la convivenza di fatto: a cosa serve?

Dimostrare la convivenza di fatto serve a ottenere i benefici previsti dalla legge Cirinnà per la coppie di fatto che chiedono la registrazione presso il Comune di residenza.

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In realtà, la legge chiede alla coppia di fatto una semplice dichiarazione di convivenza da sottoscrivere in presenta del dipendente comunale incaricato; dopodiché, sarà il Comune stesso a provvedere a effettuare i controlli in merito alla veridicità di quanto asserito (coabitazione, ecc.).

Anche qualora la coppia di fatto non volesse registrarsi come unione riconosciuta dalla legge, ai conviventi more uxorio spetterebbero comunque determinati diritti, quali ad esempio quello a subentrare nel contratto di locazione in caso di decesso, a ricevere il risarcimento nel caso di morte del partner a seguito di illecito altrui, ad avere l’affidamento dei figli e a trattenere le somme ricevute durante il rapporto.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti consiglio di leggere l’articolo dedicato a quali sono i diritti di una compagna.

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