Chi interroga i sospettati?

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Autore: Mariano Acquaviva

04 settembre 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cos’è e come funziona l’interrogatorio penale? Quali regole bisogna seguire? La polizia può raccogliere informazioni senza la presenza dell’avvocato?

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Il famoso “terzo grado” della polizia che siamo abituati a vedere nei film e telefilm americani è, in realtà, frutto di finzione o, comunque, dell’applicazione di regole che non valgono nel nostro Paese. In Italia non è possibile interrogare una persona sospettata di aver commesso un crimine senza la presenza del suo difensore di fiducia. È questo un diritto sacrosanto e irrinunciabile, pena l’inutilizzabilità delle dichiarazioni raccolte. Chi interroga i sospettati?

La legge italiana è molto chiara nello stabilire che può sottoporre a interrogatorio una persona indagata. Come vedremo, l’interrogatorio può essere condotto essenzialmente da tre soggetti: dal pubblico ministero; dall’ufficiale di polizia giudiziaria; dal giudice per le indagini preliminari. Solamente queste persone possono procedere a interrogatorio, peraltro nei casi strettamente previsti dalla legge. Vediamo allora più nel dettaglio

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chi interroga i sospettati.

Che cos’è l’interrogatorio?

L’interrogatorio penale è il momento in cui indagato e autorità giudiziaria si guardano negli occhi per confrontarsi.

Detto in altri termini, l’interrogatorio rappresenta il “faccia a faccia” tra la persona sospettata di aver commesso un reato e chi sta indagando contro di lei.

Interrogatorio: a cosa serve?

L’interrogatorio penale permette al pubblico ministero di sentire direttamente la versione dei fatti dalla bocca dell’indagato. Si tratta quindi di un importante strumento investigativo, utilizzato dagli inquirenti quando si ritiene importante raccogliere informazioni sospettato.

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L’interrogatorio, però, può avere anche una funzione difensiva nel momento in cui è l’indagato a richiederlo. La legge consente infatti alla persona formalmente sospettata di un reato di chiedere al pubblico ministero di essere sentita per difendersi dalle accuse.

Infine, il codice prevede uno speciale interrogatorio (cosiddetto “di garanzia”) per la persona sottoposta a misura cautelare personale (ad esempio, agli arresti domiciliari) per verificare la correttezza dell’applicazione della restrizione e il permanere delle condizioni che la legittimano.

L’interrogatorio penale, quindi, può avere una triplice funzione:

Interrogatorio penale: come si fa?

A prescindere dalla funzione e (investigativa, difensiva o di garanzia) e dai soggetti che vi procedono (di cui diremo a breve), l’interrogatorio penale segue sempre le stesse, fondamentali regole

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[1]:

La violazione di queste regole (che vanno preliminarmente ricordate all’indagato prima ancora di cominciare), rende

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inutilizzabile l’interrogatorio, nel senso che le eventuali dichiarazioni rese dal sospettato saranno carta straccia.

Chi procede all’interrogatorio dei sospettati?

Vediamo ora chi interroga i sospettati, distinguendo a seconda dei tre tipi di interrogatorio:

Sommarie informazioni nell’immediatezza del fatto: cosa sono?

Eccezionalmente la legge

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[3] consente agli ufficiali di polizia giudiziaria (marescialli, capitani, ecc.) di raccogliere nell’immediatezza del fatto sommarie informazioni dalla persona sospettata o perfino arrestata, se queste sono indispensabili per l’immediata prosecuzione delle indagini.

Si pensi al rapinatore appena arrestato in flagranza di reato che può dare informazioni su dove si sono nascosti i suoi “colleghi” che si sono dati alla fuga.

In casi del genere, quindi, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere senza seguire le regole classiche dell’interrogatorio e anche in assenza di avvocato; la legge però impone che delle dichiarazioni così raccolte è vietata qualsiasi documentazione e utilizzazione.

Ciò significa che le informazioni urgenti ottenute dalla polizia senza il rispetto delle regole dell’interrogatorio possono essere usate solo per la prosecuzione immediata delle indagini, ma non possono essere messe nere su bianco né riportate al pm.

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