Cosa si intende per quasi flagranza?
Qual è la differenza tra arresto e arresti domiciliari? In cosa consiste la flagranza di reato? Cosa sono l’inseguimento effettivo e quello ideale?
Può sembrare paradossale, ma la legge non consente di arrestare i criminali, a meno che non siano sorpresi nell’atto di commettere il reato. Facciamo un esempio. Se i carabinieri casualmente incontrano per strada una persona che, solo il giorno prima, è stata denunciata per furto, non possono procedere contro di lui senza l’ordine del giudice. In pratica, i delinquenti possono stare a piede libero anche se sono stati riconosciuti e denunciati dalle vittime. Ciò accade perché, come detto, le forze dell’ordine possono catturare una persona solo se è colta nel momento di commettere il crimine oppure subito dopo. Proprio di questo argomento parleremo con il presente articolo, soffermandoci in modo particolare su
Anche i meno esperti di diritto avranno sentito parlare della flagranza di reato: si tratta della condizione, sopracitata, che consente alla polizia di arrestare un soggetto sorpreso nel momento di compiere l’atto criminale. La quasi flagranza è qualcosa di affine: consente comunque di procedere all’arresto, anche se il colpevole non è colto proprio con le mani nel sacco. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura.
Indice
Arresto: che cos’è?
L’arresto è la temporanea privazione della libertà personale
Diversi sono invece gli arresti domiciliari, che pure consistono nella limitazione della libertà dell’indagato ma, a differenza dell’arresto vero e proprio, che viene eseguito dalle forze dell’ordine, può essere disposto solamente dal giudice, senza peraltro che occorra la flagranza di reato.
Cos’è la flagranza di reato?
La flagranza di reato è il requisito indispensabile affinché si possa procedere all’arresto. Per legge, si trova in stato di flagranza colui che è colto nell’atto di commettere un reato [1]. È il caso di chi viene sorpreso mentre svaligia un’abitazione, rapina una banca, picchia una persona o consuma uno stupro.
Cos’è la quasi flagranza?
Alla flagranza di reato vera e propria è equiparata la cosiddetta “quasi flagranza”. Di cosa si tratta?
Secondo la legge, è in stato di quasi flagranza chi, subito dopo il reato:
- è inseguito dalla polizia, dalla persona offesa o da altre persone;
- è sorpreso con cose o tracce dalle quali è evidente che poco prima abbia commesso un crimine.
In presenza di una di queste condizioni si può procedere ugualmente all’arresto del colpevole, anche se non è stato colto proprio nel momento di compiere il crimine.
In effetti, la quasi flagranza presuppone una vicinanza tale al tempo in cui è stato commesso il reato da rendere evidente la colpevolezza del responsabile.
Si pensi, ad esempio, al ladro che viene inseguito dal padrone di casa che si è accorto di essere stato derubato, oppure al pusher che viene trovato a pochi passi dal soggetto a cui ha venduto la droga con ancora addosso i soldi guadagnati dallo spaccio.
Sussiste ugualmente la quasi flagranza a carico del ladro che, compiuto il furto in abitazione, viene sorpreso dai carabinieri, immediatamente allertati dalla vittima, mentre è alla fermata del bus con ancora addosso la refurtiva.
Insomma: la quasi flagranza è equiparata alla flagranza vera e propria in quanto il responsabile viene colto in prossimità tale rispetto alla consumazione del delitto da non esserci dubbi sulla sua colpevolezza.
Quasi flagranza: inseguimento e tracce del reato
Abbiamo detto che i presupposti della quasi flagranza sono due, e cioè l’inseguimento oppure l’essere sorpreso con le cose o con le tracce da cui si evince che il reato è stato appena commesso.
A proposito dell’inseguimento, la Corte di Cassazione [2] ha distinto due ipotesi diverse:
- l’inseguimento effettivo, che si verifica quando colui che insegue non perde di vista l’inseguito e lo fa nell’immediatezza, subito dopo la commissione del reato;
- l’inseguimento ideale, quando la polizia, solo dopo la fuga dell’autore del reato, si mette, pur nell’immediatezza dei fatti, sulle sue tracce tramite informazioni e indagini svolte subito dopo.
In pratica, mentre l’inseguimento effettivo presuppone una vera e propria “rincorsa” del reo, l’inseguimento cosiddetto ideale avviene solo a seguito di
È il caso ad esempio della polizia che, scorgendo delle tracce nel terreno, si mette alla ricerca del responsabile che è appena scappato via.
La Cassazione [3] ha stabilito poi che la quasi flagranza presuppone che l’inseguimento dell’indagato sia attuato subito dopo la commissione del reato, a seguito e a causa della sua diretta percezione, ma non postula la coincidenza del soggetto inseguitore con quello che procede all’arresto.
E così, è legale l’arresto eseguito dalla polizia che è subentrata solo sul finale, dopo che il privato cittadino ha seguito i responsabili del furto tenendo in costante aggiornamento le autorità, le quali intervengono solo per la cattura dei colpevoli.
A proposito dell’altra condizione della “quasi flagranza”, e cioè dell’aver rinvenuto tracce o cose dalle quali si evince che un reato è appena stato commesso, la Cassazione [4] ha stabilito che le “tracce” ricomprendono non solo gli indizi materiali della commissione del reato (come la refurtiva, l’arma, ecc.), ma anche l’atteggiamento serbato dall’autore del fatto che costituisca, con assoluta probabilità, un indicatore dell’avvenuta perpetrazione del delitto in termini di stretta contiguità temporale rispetto al momento dell’intervento dalla polizia.
Insomma: c’è quasi flagranza anche se il rapinatore che ha appena messo a segno un colpo in banca viene trovato nei paraggi dell’istituto di credito subito dopo il reato in atteggiamento più che sospetto, pur non avendo con sé il bottino oppure altro oggetto riconducibile al crimine appena avvenuto.