È furto rubare pochi centesimi?

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Autore: Mariano Acquaviva

18 luglio 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Si può essere puniti per aver rubato un solo euro? Quando si ha diritto all’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto?

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Il furto è il reato più vecchio del mondo, che scatta nel momento in cui ci si impossessa di una cosa altrui. Secondo la legge, possono essere rubate tanto le cose materiali quanto quelle immateriali: si pensi al furto di energia elettrica oppure della proprietà intellettuale, consistente nell’appropriarsi dell’invenzione o dell’opera altrui. Con questo articolo ci soffermeremo su un particolare argomento: vedremo cioè se è furto rubare pochi centesimi.

In effetti, la nostra analisi si estenderà a tutti i casi in cui si sottrae a qualcun altro un bene di scarso valore

, quasi nullo, equiparabile appunto alla condotta di chi ruba qualche centesimo. Si prenda il caso del ragazzo che porta via dal bar un pacchetto di gomme senza pagarlo, oppure di chi prende una bottiglietta d’acqua che era stata lasciata incustodita da chi l’aveva appena acquistata. In ipotesi del genere, il “ladro” può essere accusato di furto? È reato rubare un euro oppure pochi centesimi? Vediamo cosa dice la legge.

Quando c’è furto?

Per rispondere alla domanda posta nel titolo del presente articolo occorre innanzitutto capire

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cos’è il furto secondo la legge.

Per il Codice penale, c’è furto quando ci si impossessa di un bene altrui sottraendolo a chi legittimamente lo detiene, al fine di trarne un profitto [1].

In pratica, sono tre gli elementi principali del reato di furto:

Rubare pochi centesimi è reato?

Rubare un solo euro

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oppure pochi centesimi è reato? Teoricamente, sì. Impossessarsi di qualche spicciolo rientra a pieno diritto nella fattispecie di furto che abbiamo appena analizzato.

Ovviamente, lo stesso discorso vale per chi ruba oggetti che valgono pochi centesimi, come una caramella, una barretta di cioccolato o una bottiglietta d’acqua.

In tutte queste ipotesi si configurerebbe il reato di furto; ma c’è di più: se la sottrazione avviene in determinati contesti, può scattare addirittura l’ipotesi di furto aggravato. È il caso di chi ruba uno snack esposto in un supermercato.

Non ci sono poi dubbi nel caso di furto un po’ più consistente, come ad esempio quello commesso da chi sfila una

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banconota da 50 euro dal portafogli della vittima [2].

Quanto appena detto, e cioè che rubare anche solo un euro o comunque un bene di scarsissimo valore è comunque reato, va però contemperato con le considerazioni di seguito esposte.

Quando la punibilità è esclusa per particolare tenuità?

Nel 2015 la legge ha consentito ai giudici di perdonare coloro che commettono reati di poco conto, purché dimostrino che la condotta è stata del tutto occasionale e che non è stato arrecato gran danno alla vittima.

Si parla in questi casi di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, che scatta al ricorrere delle seguenti condizioni:

Al ricorrere di queste circostanze il giudice può perdonare il responsabile, decidendo di non infliggergli alcuna pena.

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L’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto sembra essere fatta apposta per furtarelli come quelli di cui ci stiamo occupando, ove il ladro si accontenta di centesimi o comunque di pochi euro, magari per soddisfare una impellente necessità come, ad esempio, quella di mangiare qualcosa.

Quanto appena detto è confermato dalla Corte di Cassazione, la quale ha ritenuto non punibile per particolare tenuità il furto commesso in supermercato per un valore di appena 53 euro.

Chi ruba pochi spiccioli potrà quindi sperare nel perdono del giudice o, addirittura, nell’archiviazione del pubblico ministero per via della particolare tenuità del fatto commesso.

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Rubare pochi centesimi basta per aversi furto?

Come detto nel precedente paragrafo, la particolare tenuità del fatto che consente di non punire i furtarelli è stata introdotta nel 2015. Qual era la sorte dei ladri da quattro soldi prima di questa data? Chi rubava pochi spiccioli rischiava la prigione o, comunque, un’incriminazione per furto?

La giurisprudenza [4] ha più volte ricordato come rubare oggetti privi di valore non è reato, se il furto non comporta un reale danno economico alla vittima.

In altre parole, non è possibile accusare di furto la persona che non porta via praticamente nulla. Si pensi a chi, al mercato, ruba un acino d’uva oppure al muratore che, in un cantiere, porta via un paio di chiodi: in casi del genere è evidente che la condotta, pur essendo astrattamente riconducibile allo schema del furto, in realtà è del tutto inidonea a offendere il patrimonio altrui.

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Pertanto, perché possa aversi realmente un furto c’è bisogno non solo dell’impossessamento del bene altrui, ma anche che questo bene abbia un apprezzabile valore economico o quantomeno simbolico [5]: è il caso del ladro che porta via una pagina di quaderno su cui la defunta madre della vittima aveva scritto una poesia a cui il figlio teneva particolarmente.

In conclusione, al netto delle ipotesi di non punibilità per particolare tenuità del fatto, possiamo dire che non c’è alcun furto nel caso in cui si rubi un oggetto privo di sostanziale valore, tanto da non arrecare alcun tipo di danno alla vittima.

Ovviamente, il valore del bene rubato va apprezzato sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo. Ad esempio, rubare cinquanta centesimi è, oggettivamente, un furto da nulla, ma potrebbe essere rilevante per il senzatetto che vive di elemosina: in un’ipotesi del genere scatterebbe quindi il reato.

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