Come aprire partita Iva forfettaria
Quali sono i requisiti da possedere e gli adempimenti da effettuare per aprire una partita Iva in regime forfettario; come individuare il coefficiente di redditività.
Per esercitare attività imprenditoriali, commerciali e professionali la partita Iva è obbligatoria, e non se ne può fare a meno, se non si vuole correre il rischio di essere accertati come «evasori totali» dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza; d’altronde, il regime forfettario presenta notevoli vantaggi, primo fra tutti quello di poter godere di un regime fiscale agevolato, con la flat tax fissa al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività. La legge di Bilancio per il 2023 ha esteso questa possibilità fino a 85mila euro di ricavi fatturati (fino al 2022 il limite era di 65mila euro).
Il discorso interessa soprattutto i professionisti, i lavoratori autonomi, le ditte individuali e le piccole società, che difficilmente superano tali soglie. Vediamo, dunque, come aprire la partita Iva forfettaria. Gli adempimenti sono essenzialmente due: l’apertura della partita Iva e la scelta del regime forfettario.
Indice
Regime forfettario: requisiti
Per accedere al regime forfettario sono necessari questi requisiti:
- essere residenti in Italia;
- non avere partecipazioni in società di persone (società semplici, società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
- non avere partecipazioni di controllo in società di capitali (Spa, Srl o società in accomandita per azioni) nello stesso settore di attività da svolgere;
- avere un reddito da lavoro dipendente o assimilati non superiore a 30.000 euro annui lordi (salvo il caso in cui il rapporto di lavoro non sia cessato, per dimissioni o licenziamento);
- sostenere spese per il personale dipendente, o per lavoro accessorio, non superiori a 20.000 euro lordi annui.
Per maggiori informazioni leggi l’articolo di approfondimento sui
Regime forfettario: vantaggi
Il regime forfettario offre un trattamento fiscale agevolato, con i seguenti vantaggi:
- determinazione forfettaria dei costi, in base ai coefficienti di redditività previsti per l’attività esercitata (sono compresi tra il 40% per i commercianti al dettaglio ed il 78% per professionisti e freelance, te li indichiamo tutti nel paragrafo successivo);
- imposta fissa del 15% (o del 5% nei primi cinque anni) sui ricavi, calcolati al netto dei costi suindicati e dei contributi previdenziali obbligatori versati;
- contabilità tenuta in forma semplificata e non applicabilità dell’Iva in fattura sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi.
Pertanto, si può abbattere l’imponibile almeno del 22% – e in taluni casi fino al 60% – ed applicare l’imposta ad un’aliquota inferiore a quella prevista dagli
Apertura partita Iva in regime forfettario
Codice Ateco
Per aprire la partita Iva in regime forfettario è fondamentale individuare il codice Ateco dell’attività esercitata, in base alla nomenclatura di classificazione delle attività economiche (puoi scaricare da qui l’elenco completo dei codici Ateco).
Ciò consentirà di attribuire, in base alla tipologia, il corretto coefficiente di redditività, necessario per calcolare l’imponibile netto dei ricavi e dei compensi. I coefficienti vigenti sono:
- industrie alimentari e delle bevande: 40%;
- commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%;
- commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande: 40%;
- commercio ambulante di altri prodotti: 54%;
- costruzioni e attività immobiliari: 86%;
- intermediari del commercio: 62%;
- attività dei servizi di alloggio e di ristorazione: 40%;
- attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di Istruzione, servizi finanziari ed assicurativi: 78%;
- altre attività economiche: 68%.
Apertura partita Iva
Per l’apertura della partita Iva in regime forfettario è necessario compilare il modello di inizio attività AA9/12, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo deve essere presentato, entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività:
- presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
- mediante spedizione con lettera raccomandata all’Agenzia delle Entrate, allegando copia di un documento di riconoscimento;
- in via telematica, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario abilitato (come i commercialisti ed i Caf).
Trovi i dettagli della procedura di compilazione ed invio del modello AA9/12 nell’articolo “Come aprire la partita Iva” e ulteriori informazioni nella guida su “Come entrare nel regime forfettario“.
Scelta regime forfettario
La scelta del regime forfettario per chi inizia un’attività d’impresa, arte o professione va indicata nell’apposita casella della dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12). Va detto che il regime forfettario è considerato «naturale», e non opzionale (tant’è che coloro che hanno un’attività già in corso non devono richiederlo) e perciò l’omessa indicazione della scelta di applicarlo non preclude l’accesso, ma è punibile con la sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro prevista per le violazioni formali.
Se non è possibile accedere al regime forfettario per la mancanza dei requisiti che abbiamo esposto, allora si deve aprire la partita Iva nel regime fiscale ordinario, dunque con l’assoggettamento ad Irpef (e relative addizionali regionali e comunali), Iva e, se ne ricorrono i presupposti, anche ad Irap, l’imposta sul reddito delle attività produttive.