Come fare la voltura catastale degli immobili del defunto

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Autore: Paolo Remer

13 aprile 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Gli adempimenti a carico degli eredi dopo il decesso del proprietario per ottenere l’intestazione dei beni a proprio nome: modalità, tempi e costi.

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Quando muore il proprietario di uno o più immobili, i suoi eredi devono porre in essere una serie di adempimenti per ottenere l’intestazione dei beni a proprio nome. Non allineare la situazione formale alla realtà potrebbe comportare problemi di commerciabilità degli immobili, far sorgere contestazioni sulla loro titolarità ed anche provocare sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ti abbiamo già spiegato queste conseguenze nell’articolo “Cosa succede se non si fa la voltura dopo il decesso“. Vediamo, quindi,

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come fare la voltura catastale degli immobili del defunto.

Voltura catastale: cos’è e a cosa serve

La voltura catastale è l’atto con cui un soggetto – nel nostro caso gli eredi del precedente proprietario defunto – comunica all’Agenzia delle Entrate che il titolare del diritto di proprietà (o di un altro diritto reale, come l’usufrutto) sul bene è cambiato.

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La voltura catastale serve ad aggiornare le intestazioni degli immobili negli archivi del Catasto, che vengono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate anche ai fini del calcolo della situazione patrimoniale e reddituale del soggetto al quale i beni risultano appartenere. Non sostituisce, quindi, le iscrizioni e trascrizioni dei titoli di proprietà nei pubblici registri immobiliari.

Chi deve fare domanda di voltura catastale

Sono tenuti a presentare la domanda di voltura catastale gli eredi del proprietario defunto; se vi sono più soggetti obbligati – come nel frequente caso di coeredi che succedono in quota parte sui medesimi immobili – è sufficiente presentare un’unica domanda di voltura all’Agenzia delle Entrate, specificando i dati degli altri cointestatari e le rispettive quote di comproprietà.

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Il meccanismo è analogo a quello della presentazione della dichiarazione di successione, che può essere compiuto da uno solo dei soggetti obbligati a nome di tutti.

Voltura catastale e accettazione dell’eredità

Secondo la giurisprudenza prevalente, la voltura catastale costituisce un atto tipico di accettazione tacita dell’eredità. Infatti l’accettazione di eredità (così come la rinuncia) può essere compiuta anche mediante “comportamenti concludenti” dai quali si desume la volontà di accettare: e tra questi è compresa la richiesta di intestazione degli immobili a proprio nome.

Quindi chi vuole accettare l’eredità può semplicemente chiedere la voltura degli immobili del defunto per attribuirli a se stesso, con le modalità ed entro i termini che adesso ti illustreremo.

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Ricordiamo che per accettare l’eredità ci sono 10 anni di tempo a partire dalla data di apertura della successione, e un’accettazione tacita compiuta mediante la domanda di voltura catastale preclude la possibilità di rinunciare, in seguito, all’eredità ormai acquisita. Per maggiori dettagli sul punto leggi “Si può accettare l’eredità con la voltura catastale?”.

Voltura catastale: modalità e termini

La domanda di voltura catastale deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione di successione, per la quale bisogna provvedere entro un anno dalla morte del defunto. Si tratta, quindi, di tempi ristretti e che comprimono notevolmente il decennio a disposizione per accettare l’eredità.

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Le modalità di presentazione della domanda di voltura catastale – se essa non è stata inserita direttamente nella dichiarazione di successione che contiene un’apposita sezione al riguardo – prevedono la compilazione di un modulo cartaceo, disponibile presso gli uffici provinciali del Territorio o scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate. La modulistica è distinta tra fabbricati (iscritti nel Catasto edilizio urbano) e terreni.

Il modulo compilato (per il quale ci si può avvalere anche del software “Voltura 2.0 – Telematica” sulla piattaforma SIT – Sistema Integrato del Territorio) dovrà essere presentato all’Ufficio Provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate ove è stata registrata la successione oppure a quello nella cui circoscrizione si trovano i beni da volturare. In alternativa, la domanda può essere spedita con lettera raccomandata o mediante posta elettronica certificata all’indirizzo Pec dell’Ufficio Provinciale – Territorio competente, allegando la copia di un proprio documento di identità valido.

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Domanda di voltura catastale: accorgimenti per evitare errori

Va sottolineato che gli immobili devono essere indicati nella domanda di voltura con gli stessi identificativi catastali riportati nella dichiarazione di successione; perciò, per evitare errori e incongruenze, è bene effettuare una visura catastale prima di procedere, in modo da verificare che la situazione risulti correttamente aggiornata.

In caso negativo, bisognerà colmare i passaggi mancanti: lo si può fare anche nella stessa dichiarazione di successione, compilando il quadro EI. Inoltre, se il nominativo del defunto non risultava iscritto in catasto, l’erede che chiede la voltura dei suoi immobili a proprio nome dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva di

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atto notorio.

Quanto costa la voltura catastale per successione?

Il costo della domanda di voltura catastale è di 55 euro di tributo speciale catastale, più 16 euro di imposta di bollo per ogni 4 pagine.

Attenzione: il suddetto costo è riferito a ciascuna domanda, quindi se vengono presentate più richieste di volture catastali (ad esempio, per immobili ubicati in Comuni diversi) l’importo si moltiplica per il numero delle domande.

Se poi la domanda viene presentata in ritardo rispetto al termine di 30 giorni, si aggiungono le sanzioni e gli interessi: le multe vanno da 15 a 61 euro ed è applicabile il ravvedimento operoso [1].

Voltura catastale per riunione di usufrutto

Se il defunto era titolare del diritto di usufrutto, che alla sua morte si estingue, il nudo proprietario deve presentare la domanda di voltura catastale per riunione di usufrutto allegando una dichiarazione sostitutiva del certificato di morte, in modo da divenire pieno proprietario dell’immobile anche agli effetti delle risultanze del Catasto. Per approfondire leggi “Cosa bisogna fare per riunire l’usufrutto“.

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