Non ho pagato una multa: quali sono le conseguenze?

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Autore: Angelo Greco

26 novembre 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Cosa accade a chi non paga una multa stradale entro i termini? Che fine fa il debito dopo molti anni? Come verificare se è andata in prescrizione?

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Non tutti i Comuni mostrano la stessa solerzia sia nell’accertamento delle violazioni del Codice della strada sia nella successiva fase di riscossione. Così non capita di rado che un automobilista, dopo aver ricevuto uno o più verbali, non subisca poi ulteriori comunicazioni da parte dell’Amministrazione locale o dell’Agente di riscossione. In questi casi è normale chiedersi, a distanza di molto tempo, quali sono le conseguenze per chi non paga una multa.

Cosa succede, invece, se continui a ignorare le intimazioni provenienti dal Comune? Dopo quanto tempo le multe cadono in prescrizione ed è possibile sbarazzarsene? Vediamo concretamente

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cosa accade se non paghi una multa stradale e come fare a sapere se questa è andata in prescrizione.

Procedura di contestazione della violazione

Quando un’automobilista commette un’infrazione al Codice della strada, il verbale di accertamento può essere consegnato immediatamente dall’agente (cosiddetta “contestazione immediata”) o, in alternativa, notificato in un secondo momento se non è possibile fermare il conducente:

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La multa deve essere notificata entro 90 giorni dalla data dell’infrazione (e non anche dal successivo accertamento della stessa, fatto dalla polizia nel proprio ufficio).

La violazione di tale termine comporta la nullità della sanzione, che dovrà tuttavia essere impugnata dinanzi al Giudice di Pace (entro 30 giorni) o al Prefetto (entro 60 giorni) per poter essere “cancellata”.

Comunicazione dati del conducente: quando?

Il destinatario di un verbale di accertamento di infrazioni dalle quali consegue la decurtazione di punti dalla patente ha 60 giorni di tempo dalla data di ricezione del verbale per comunicare i dati dell’effettivo conducente, altrimenti scatta un’ulteriore multa prevista dall’

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articolo 126 bis del Codice della strada.

Si tratta di una sanzione distinta e separata da quella dell’infrazione principale precedentemente commessa (per i rimedi esperibili leggi “Multa per omessa comunicazione dati del conducente: cosa fare?“)

Cosa succede dopo la multa?

L’automobilista che riceve la multa e non paga né fa opposizione è tenuto, dopo il sessantesimo giorno, a pagare l’importo in misura piena, pari a due volte il minimo edittale (in pratica, l’importo indicato sul verbale viene raddoppiato).

Inoltre, ogni sei mesi scattano gli interessi legali nella misura del 10%. Ciò fa sì che la somma, nel corso del tempo, possa aumentare in modo notevole.

Se l’automobilista rimane inadempiente, il Comune

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iscrive a ruolo il proprio credito (ossia forma un documento che vale come “titolo esecutivo”) e procede alla riscossione forzata.

La riscossione deve avvenire previa notifica:

L’atto diventa definitivo se, entro 30 giorni, non viene sollevata opposizione al Giudice di Pace. L’opposizione tuttavia non può fondarsi sui medesimi motivi che potevano essere proposti contro il verbale, il quale è ormai divenuto definitivo e non più contestabile, almeno per quanto riguarda i suoi vizi intrinseci. Dunque, eventuali cause di nullità della multa sono ormai sanate.

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L’opposizione contro la cartella o l’ingiunzione fiscale si può eseguire per vizi propri dell’atto stesso come, ad esempio, l’intervenuto pagamento, l’omessa indicazione della causale, la notifica a un soggetto diverso da quello obbligato, l’intervenuta prescrizione del credito, ecc.

Cosa succede se non si paga?

Se il trasgressore non paga neanche la cartella o l’ingiunzione fiscale, l’Agente per la Riscossione procede all’avvio delle misure di recupero forzato del credito. Ciò comprende:

Se il soggetto è privo di beni intestati, l’Esattore non può procedere nei confronti di eventuali familiari conviventi o altri soggetti legati da rapporti di parentela con il debitore, sicché il credito resta non riscosso.

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Quando decadono le multe non pagate?

Il debito per multe stradali si prescrive dopo 5 anni dall’ultima notifica ricevuta dal trasgressore: potrà trattarsi, a seconda dei casi, della notifica del verbale di contestazione dell’infrazione, della cartella esattoriale o dell’ingiunzione fiscale, di un preavviso di fermo amministrativo, ecc.

Per sapere se una multa è caduta in prescrizione non esiste un registro: basta contare 5 anni dall’ultimo atto di cui si è avuta la relativa notifica. Infatti ogni volta che si riceve un atto ulteriore riferito alla stessa multa, il decorso della prescrizione, se non era completamente maturato, si interrompe e il conteggio del quinquennio ricomincia da capo.

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La prescrizione è un fenomeno che si verifica automaticamente, senza bisogno dell’intervento del giudice. Sicché, decorso tale termine, andrà anche cancellato l’eventuale fermo amministrativo che nel frattempo era stato iscritto. Però se dopo l’atto caduto in prescrizione ne dovesse seguire un altro – ad esempio una cartella di pagamento pervenuta dopo 6 anni dal verbale originario, senza alcun atto interruttivo notificato nel frattempo – è necessario contestare quest’ultimo dinanzi al giudice eccependo l’intervenuta prescrizione. Solo così, infatti, l’ultimo atto verrà dichiarato illegittimo.

Si pensi a un automobilista che riceva, entro 90 giorni dall’infrazione, la multa stradale e successivamente, entro 5 anni, la cartella esattoriale. Fino a quel momento la multa non è ancora prescritta. Se dopo la notifica della cartella non succede nient’altro e decorre così il quinquennio pieno, l’eventuale successiva

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intimazione di pagamento sarà nulla per intervenuta prescrizione. Tuttavia, per poter cancellare la multa (e con essa anche il debito), sarà necessario contestarla dinanzi al Giudice di Pace eccependo, appunto, il decorso del termine prescrizionale.

Cosa succede se continui a non pagare una multa?

Se la multa è caduta in prescrizione, il fatto di continuare a non pagare non implica alcuna conseguenza.

Viceversa, se non sono decorsi i 5 anni, ogni successiva notifica interrompe la prescrizione e la fa decorrere da capo. Nel frattempo decorrono anche gli interessi e l’Esattore – essendo munito, come abbiamo visto, del titolo esecutivo – può procedere direttamente al pignoramento dei beni del debitore.

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Cosa fare se una multa arriva dopo 4 anni?

Se il verbale arriva dopo 4 anni, esso è nullo in quanto andava notificato entro 90 giorni. Andrà quindi opposto dinanzi al Giudice di Pace.

Qualora invece il verbale sia stato notificato nei termini, l’eventuale cartella o ingiunzione di pagamento pervenuta prima di 5 anni è legittima e deve essere pagata. Essa, inoltre, interrompe la prescrizione.

Che fine fanno le multe non pagate?

Le multe non pagate vengono automaticamente “scaricate” dal Comune che, con appositi provvedimenti, cancella i ruoli dei propri vecchi crediti non riscossi. Le vecchie multe stradali – precisamente quelle iscritte a ruolo fino al 2015 – sono state cancellate con un provvedimento statale (al quale però non tutti i Comuni italiani hanno aderito).

Verosimilmente, quindi, l’automobilista non riceverà più alcun’altra richiesta di pagamento per queste multe “antiche”; in caso contrario, la richiesta sarà illegittima e andrà impugnata dinanzi al giudice nei modi che abbiamo descritto.

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