Cosa si intende per consenso sessuale?
Senza consenso, qualsiasi atto sessuale diventa violenza. Il consenso non si può presumere: deve essere esplicito e non può consistere nel semplice silenzio.
Quando si parla di “consenso sessuale” non si intende solo l’età a partire dalla quale è possibile avere rapporti consenzienti (senza che l’altra parte incorra nel reato di atti sessuali con minorenne), ma anche la volontà che deve essere prestata da entrambi i partecipanti prima e durante l’atto e che non può essere desunta dal semplice silenzio. In questo articolo vedremo pertanto cosa si intende per consenso sessuale. Comprenderemo cioè qual è l’età del consenso e quando si può incorrere nel reato di violenza sessuale. Ma procediamo con ordine.
Indice
Da quale età si possono avere rapporti sessuali?
La cosiddetta età del consenso si raggiunge a 14 anni. Ciò significa, in termini pratici, che il minorenne può avere rapporti sessuali solo a partire da 14 anni, salvo alcune eccezioni che evidenzieremo a breve.
Quindi, benché ancora non abbia compiuto 18 anni, il giovane o la giovane possono decidere di compiere un atto sessuale con chiunque, a prescindere dalla differenza di età. Ad esempio, una quattordicenne può stare con un quarantenne senza che quest’ultimo possa essere incriminato. Naturalmente, oltre all’età minima, è necessario che vi sia un
Il fatto che una persona con meno di 14 anni sia consenziente al rapporto non esclude il reato in capo all’altro soggetto che, in tal caso, anche con l’autorizzazione del minore, deve comunque astenersi.
L’errore o l’ignoranza sull’età non è una scriminante del reato di atti sessuali con minorenne: l’adulto che ritiene di avere davanti a sé una ragazza che ha raggiunto l’età del consenso solo perché questa è emancipata o gli ha mentito commette ugualmente reato. Non bisogna fidarsi delle parole. Sarebbe opportuno chiedere quantomeno un documento di identità. L’illecito penale è escluso solamente se il minore falsifica i documenti in modo da far cadere in errore scusabile l’altra parte.
Quali sono le eccezioni all’età del consenso?
Una persona di 13 anni può avere un rapporto con un partner che non abbia più di 17 anni. Quindi compie reato il 18enne che fa sesso con una 13enne.
Un 14enne può avere rapporti con una persona di 13 anni, ma non con una più giovane: diversamente commette reato. Tuttavia, se il soggetto più grande ha meno di 14 anni, il reato – seppur astrattamente esistente – non può essere punito visto che l’età dell’imputabilità penale scatta proprio a partire da 14 anni. Quindi un 13enne che sta con una 12enne commette reato ma non può essere incriminato, né lo potranno essere al posto suo i genitori.
Ci sono dei casi in cui l’età del consenso si eleva a
La punizione degli atti sessuali con minorenni non cancella, ma si aggiunge a quella prevista dalla norma per il reato d’incesto che riguarda i rapporti carnali tra consanguinei e prevede pene specifiche a tutela della famiglia.
Cosa significa “consenso sessuale”?
Quando si parla di consenso ci si riferisce anche alla volontà libera, cosciente e incondizionata di una persona a partecipare a un atto sessuale. Si tratta di una decisione consapevole e autonoma, presa senza alcuna forma di coercizione, minaccia o inganno.
La giurisprudenza ha precisato che:
- il silenzio non si considera consenso: quest’ultimo deve essere esplicito, anche se non necessariamente verbale, ma manifestato tramite comportamenti concludenti come, ad esempio, la partecipazione attiva all’atto;
- il dissenso si può presumere anche da una soggezione psicologica della vittima: si pensi a una donna che teme di essere picchiata o abbandonata;
- scatta il reato di violenza sessuale se la vittima era incapace perché ubriaca, drogata, in stato di infermità psichica o comunque in condizioni tali da non poter manifestare un consenso pieno;
- il consenso sessuale deve sussistere dal primo all’ultimo momento dell’atto sessuale: la donna può chiedere all’uomo di smettere in qualsiasi istante del rapporto e questi deve allontanarsi se non vuole essere querelato per violenza;
- è violenza sessuale togliersi il preservativo durante il rapporto senza che lei lo voglia;
- è violenza sessuale intraprendere un atto per il quale è stato dato il consenso ma con tecniche e modalità non gradite all’altra parte;
- è violenza sessuale ottenere il consenso fingendo di essere qualcuno che non si è (ad esempio rappresentandosi come il manager di una grande azienda o l’addetto al casting di una trasmissione televisiva).
Per maggiori dettagli sulle sentenze e i casi che hanno dato vita all’affermazione di tali principi, si suggerisce la lettura delle seguenti guide:
Come si esprime il consenso sessuale?
Il consenso sessuale può essere espresso in modo verbale o non verbale, a seconda delle circostanze e del contesto. L’importante è che sia chiaro e inequivocabile.
Ecco alcuni esempi di espressione del consenso:
- verbale: dire “sì” o utilizzare altre espressioni che indicano chiaramente la volontà di partecipare all’atto sessuale;
- non verbale: gesti, atteggiamenti o comportamenti che indicano chiaramente il consenso, come ad esempio un bacio appassionato, una carezza o un abbraccio.
Il consenso sessuale manca in tutte le situazioni in cui una persona tace, è immobile o non è libera di scegliere se partecipare o meno a un’attività sessuale. Questo può accadere a causa di
Entro quanto tempo può essere sporta una denuncia per violenza sessuale?
La vittima può sporgere la querela entro 1 anno dall’atto. Il tempo decorso tra la querela e l’atto sessuale non è un indizio valido per supporre che vi fosse un consenso iniziale e, quindi, per assolvere il colpevole.