Disco orario automatico: cosa si rischia?
Perché il marcatempo motorizzato che sposta in avanti l’orario di inizio della sosta è illegale: ecco le conseguenze per chi lo usa.
Con l’aumento delle multe per divieto di sosta introdotte dal nuovo Codice della strada, si stanno diffondendo in commercio parecchi modelli di disco orario automatico: ma molti non sanno cosa si rischia a parcheggiare esponendo questo dispositivo, che esiste da diversi anni e si può acquistare facilmente online ad un prezzo di pochi euro.
Indice
Disco orario motorizzato: come funziona
Il disco orario automatico è dotato di una semplice
Disco orario automatico: è legale?
Per farlo sembrare legale, molti venditori utilizzano la dicitura «orologio a forma di parchimetro» o descrizioni simili: e in effetti se fosse usato come una sveglia da tenere sul tavolo, o sul comodino, sarebbe perfettamente innocuo. Ma non lo è più quando viene esposto, e messo in funzione, da chi lascia parcheggiato il proprio veicolo in un’area di sosta regolamentata, che a seconda dei casi può essere gratuita o a pagamento.
Quando va esposto il disco orario?
Ricordiamo che l’esposizione del disco orario, sulla parte anteriore del cruscotto, è obbligatoria, ai sensi dell’articolo 157 del Codice della strada, nelle aree di sosta gratuita ma con tempo limitato; queste aree sono delimitate da strisce bianche e segnalate con gli appositi cartelli verticali, mentre le piazzole di sosta a pagamento sono contrassegnate dalle ben note strisce blu, accompagnate dai relativi cartelli indicatori degli orari e delle tariffe.
Precisamente, la norma (art. 157, comma 6, del Codice della strada) dice che: «Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato, è fatto obbligo ai conducenti di segnalare
Disco orario automatico: perché non si può usare?
In realtà, come puoi facilmente intuire, questo dispositivo di disco orario automatico, motorizzato e alimentato a batteria – che replica esattamente, nella facciata anteriore, per forma, colori e dimensioni, un normale disco orario – è stato ideato per “barare” sugli orari di parcheggio: quando l’orologio è in funzione, la lancetta marcatempo si sposta continuamente in avanti, così facendo sembrare che la sosta è iniziata da poco, mentre in realtà si protrae da parecchio.
In pratica, il motorino elettrico nascosto sposta sempre in avanti l’ora di arrivo nel punto di sosta: la lancetta si sposta da sola. E questo sistema è illecito, perché viola le regole del Codice della strada e talvolta anche il Codice penale: quindi può addirittura ravvisarsi il reato.
In teoria, l’uso del disco orario automatico sarebbe lecito solo se il dispositivo di alimentazione non è in funzione: ad esempio, quando manca la batteria, che non è stata inserita, oppure se la levetta (di cui alcuni modelli sono dotati) è spostata sulla posizione “off”, spento. In questi casi l’indicatore viene usato come un normale disco orario manuale, e non sorgono problemi. In tutti gli altri casi, invece, scattano le sanzioni che ora ti esponiamo.
Sanzioni per uso indebito del disco orario automatico
Gli illeciti configurabili a carico di chi usa il disco automatico motorizzato che abbiamo descritto sono di due tipi:
- se l’area di parcheggio non è tariffata ma ha soltanto un limite temporale entro cui è consentita la sosta gratuita (ad esempio, 30 minuti) si viola l’articolo 157 del Codice della strada – perché si aggira il divieto di tempo massimo – e, pertanto, si subisce la consueta sanzione amministrativa pecuniaria da 42 euro a 173 euro per violazione del divieto di sosta; la multa è inferiore (precisamente, da 26 a 102 euro) nei casi di superamento dell’orario di sosta consentita;
- se invece la sosta è a pagamento (orario o giornaliero), lo stratagemma che evita di versare il ticket usando il disco orario motorizzato per accorciare il periodo del parcheggio può integrare gli estremi del reato di truffa aggravata (in quanto commessa in danno del Comune o di ogni altro Ente pubblico gestore del tratto stradale interessato): la pena, ai sensi dell’articolo 640, comma 2, del Codice penale, consiste nella reclusione da 6 mesi a 3 anni e nella multa da 51 a 1.032 euro.
In merito a tale reato, però, bisogna dire che – mentre vi sono diverse notizie di
Come si accertano le violazioni?
Accertare queste violazioni da parte della Polizia Locale (o anche degli ausiliari del traffico, i cosiddetti “vigilini”, autorizzati ad operare a norma dell’articolo 12 bis del Codice della strada) non è difficile: bastano due passaggi ripetuti a distanza di un po’ di tempo per dimostrare che il meccanismo è in funzione e che dunque la progressione dell’orario in cui la sosta appare essere iniziata si sposta sempre in avanti. Questo basta e avanza per dimostrare che la sosta si è protratta oltre il consentito e che per farla rientrare apparentemente nei limiti è stato usato un meccanismo fraudolento.
Quindi – e specialmente quando il conducente del veicolo parcheggiato è al momento assente – non è necessario per gli agenti operanti “vedere” materialmente l’orologio, che, come abbiamo detto, è situato nella parte posteriore del disco, insieme alla batteria che lo alimenta, proprio per farlo sembrare un normale disco orario: basta constatare che il dispositivo è in funzione perché l’indicatore è in lento ma costante movimento, così segnando continuamente un orario diverso.
Tuttavia, se il conducente dovesse sopraggiungere e si tratta di un’area di sosta a pagamento (quella in cui potrebbe ravvisarsi il reato) gli agenti della Polizia potrebbero sequestrare il disco orario automatico a scopo probatorio, in quanto cosa pertinente al reato e mediante la quale è stata commessa la truffa.
Quando il disco orario non è necessario
Conclusivamente, va detto che la situazione sembra destinata a normalizzarsi – almeno per i parcheggi a pagamento, quelli in cui il disco orario non è necessario, tranne nei casi di iniziale sosta gratuita consentita – con la crescente diffusione dei parcometri che rilasciano il ticket elettronico su cui è stampato l’orario di inizio sosta, ma anche i classici “grattini” servono allo scopo: quindi il disco orario automatico e motorizzato lì non serve più, e il suo uso sarà sempre più circoscritto alle aree di sosta regolamentata ma gratuita, quelle con il limite temporale da rispettare, e nelle quali si applica, come abbiamo detto, la sola sanzione amministrativa per violazione del divieto di sosta.
Approfondimenti
Per saperne di più, leggi anche:
- Multa per superamento dell’orario di sosta;
- Divieto di sosta: quando la multa è nulla;
- Come contestare multa per mancata esposizione del disco orario.