Prestito tra familiari con bonifico: regole da rispettare

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Autore: Paolo Remer

05 ottobre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Prestare denaro a un figlio o a un parente con un bonifico è legittimo, ma richiede alcune regole precise per evitare problemi con il Fisco: ecco come fare, quando serve il contratto e se va registrato.

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Fare un prestito tra familiari – a un figlio, un fratello o un genitore – è una pratica molto diffusa in Italia: spesso non si tratta di somme enormi, ma di un aiuto economico per affrontare spese importanti come l’acquisto della casa, gli studi universitari o un momento di difficoltà. E per rendere le cose più semplici e veloci spesso si ricorre al bonifico, bancario o postale, in modo che il beneficiario possa ricevere al più presto la somma, avendo anche una traccia dell’operazione compiuta.

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Quello che molti non sanno, però, è che anche un prestito tra familiari deve rispettare regole ben precise, anche – e potremmo dire soprattutto – se avviene con bonifico bancario. Ignorarle può far scattare controlli del Fisco o addirittura dare luogo a contestazioni legali. Vediamo quindi come fare correttamente un prestito familiare tramite bonifico, per tutelare sia chi presta i soldi sia chi li riceve.

Prestito tra familiari: è legale?

Sì, il prestito tra familiari è perfettamente

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legittimo. Non è necessario essere una banca o una società finanziaria per prestare denaro occasionalmente tra privati e specialmente tra parenti stretti: anche se si tratta di somme consistenti, basta rispettare alcune regole fondamentali per evitare che l’operazione sia scambiata per una donazione non dichiarata o, peggio, per un’attività di finanziamento abusivo.

Perché è importante il bonifico

Il bonifico è il metodo più sicuro per erogare un prestito, perché:

È consigliabile indicare nella

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causale una dicitura chiara, ad esempio: “Prestito infruttifero a favore di [indicare il nome del beneficiario]”. Inoltre aggiungi il riferimento all’accordo scritto o alla finalità (es. “acquisto casa”), così da evitare equivoci con donazioni o altre operazioni bancarie.

Prestito infruttifero o con interessi?

Un prestito tra familiari può essere:

Attenzione: se si pattuiscono interessi sul prestito, bisogna dichiararli al Fisco e il creditore dovrà pagare le imposte relative.

Serve un contratto scritto?

Il

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contratto di prestito tra privati non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato.
Un semplice accordo scritto, anche in forma privata, mette tutto chiaramente “nero su bianco”, in quanto specifica esattamente:

Il documento tutela entrambe le parti ed evita che il prestito venga confuso con una donazione (che, in quanto tale, non obbliga alla restituzione della somma ricevuta).

Registrazione del contratto

Se il prestito supera determinate soglie o se si vuole dare maggiore certezza giuridica, è opportuno registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate. Leggi esattamente

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quando un contratto di prestito tra privati va registrato.

La registrazione comporta il pagamento dell’imposta di registro fissa (200 euro) o ad aliquota del 3% sul valore della somma mutuata, ossia sull’importo del prestito. Al momento della registrazione bisogna anche versare l’imposta di bollo (16 euro ogni 4 facciate, o 100 righe, di contratto).

Tieni presente che la registrazione del contratto di prestito tra privati non è obbligatoria, ma risulta utile in caso di controlli o controversie in quanto attribuisce data certa all’operazione; altri modi validi sono la Pec o la raccomandata senza busta.

Attenzione al Fisco

Il Fisco può insospettirsi se verifica sul conto del beneficiario l’arrivo di somme ingenti senza una giustificazione chiara, e può chiedere spiegazioni agli interessati.

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Un prestito correttamente documentato evita:

Per il modello di scrittura privata da utilizzare per metterti al riparo da contestazioni del Fisco, consulta “Prestiti tra famigliari: contro l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, la scrittura da firmare”.

Restituzione del prestito

Anche la restituzione deve avvenire, preferibilmente, tramite strumenti tracciabili (bonifico o assegno), evitando il contante, in modo da dare maggiore certezza all’operazione. Questo vale anche se il rimborso avviene in forma rateale.

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È consigliabile riportare la causale: “Restituzione prestito infruttifero del [indicare la data]”.

Esempio pratico

Un padre presta al figlio 20.000 euro per aiutarlo nell’acquisto della prima casa.

  1. Fa un bonifico con causale “Prestito infruttifero per acquisto immobile – da restituire in 5 anni”.
  2. Le parti redigono un contratto scritto in cui indicano importo, durata e rate.
  3. Registrano il contratto all’Agenzia delle Entrate.

In questo modo, il figlio è tutelato da accertamenti fiscali e il padre potrà sempre dimostrare, in caso di contestazioni, la natura del trasferimento.

Come regolarizzare un prestito precedente?

Se avevi fatto in passato un bonifico a un familiare come prestito, ma

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senza scrittura privata né atto notarile, puoi comunque regolarizzare la situazione per evitare problemi con il Fisco o eventuali controversie future con altri potenziali interessati (ad esempio, gli altri figli del beneficiario, che sono anch’essi eredi legittimari, e potrebbero sostenere trattarsi di donazione).

Ecco come fare: devi redigere, a data attuale, una scrittura privata retroattiva in quanto serve per formalizzare l’accordo del prestito già avvenuto, indicando la data (e quindi specificando che è già stato effettuato in precedenza), l’importo trasferito, le modalità di restituzione (rate, scadenze, ecc.) e la causale del bonifico (riportando fedelmente l’esatta dicitura che avevi utilizzato al momento dell’operazione).

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Tieni presente che il bonifico effettuato è già di per sé una prova documentale del trasferimento di denaro avvenuto a titolo di prestito; perciò conserva l’estratto conto con la transazione e, se la causale era generica (es. “regalo” o “versamento”), diventa ancora più importante avere una scrittura che chiarisca, ora per allora, qual è stata la natura, e il motivo, della dazione di quei soldi.

Tabella riepilogativa: prestito tra familiari

TipologiaCaratteristicheVantaggiSvantaggi/Rischi
Prestito infruttifero (senza interessi)Somma prestata senza maturazione di interessi.È la formula più semplice tra familiari. Nessun obbligo fiscale sugli interessi.Se non documentato, il Fisco può confonderlo con una donazione.
Prestito fruttifero (con interessi)Le parti concordano un tasso di interesse.Maggiore tutela del creditore; possibile fonte di reddito dichiarabile.Il creditore deve dichiarare gli interessi ai fini fiscali e pagarci le imposte.
Con contratto non registratoScrittura privata non registrata all’Agenzia Entrate.Nessun costo di registrazione; sufficiente per piccoli importi.Minor forza probatoria; il Fisco può contestare somme elevate.
Con contratto registratoContratto scritto registrato presso l’Agenzia Entrate (imposta fissa €200).Massima tutela legale e fiscale, utile per importi rilevanti.Costo iniziale della registrazione.
Restituzione in contantiRitorno della somma senza tracciabilità.Nessuno.Altissimo rischio fiscale: operazione non provabile.
Restituzione con bonifico/assegnoRimborso con mezzi tracciabili.Massima trasparenza; tutela da contestazioni.Nessuno.

Consigli finali

In sintesi

Il prestito tra familiari è perfettamente lecito, ma va gestito con attenzione. Un bonifico tracciabile, un contratto scritto e – se necessario – la registrazione all’Agenzia delle Entrate evitano problemi con il Fisco e garantiscono serenità a entrambe le parti coinvolte nell’operazione.

Domande frequenti sul prestito tra familiari

1. Posso fare un prestito familiare in contanti?
Meglio evitare: il contante non è tracciabile e può creare problemi in caso di controlli. È sempre consigliato usare bonifico o assegno.

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2. Serve sempre un contratto scritto?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato. Per piccoli importi può bastare il bonifico con causale chiara. Per somme elevate è opportuno un contratto scritto, meglio se registrato.

3. Quanto costa registrare il contratto?
La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate ha un costo fisso di 200 euro, indipendentemente dall’importo del prestito.

4. Posso chiedere interessi su un prestito familiare?
Sì, è possibile, ma gli interessi devono essere dichiarati al Fisco dal prestatore e vengono tassati come redditi di capitale.

5. Il Fisco può fare controlli su un prestito familiare?
Sì. Se vengono accreditate somme rilevanti senza giustificazione, l’Agenzia delle Entrate può chiedere chiarimenti. Un contratto e un bonifico tracciabile evitano contestazioni.

6. C’è un limite all’importo di un prestito familiare?
La legge non prevede limiti. Tuttavia, più la somma è alta, più è importante documentarla con un contratto e, se opportuno, registrarla.

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