Due auto o case intestate: cosa rischio?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Redazione

22 febbraio 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

La presenza di più auto o case intestate alla stessa persona può essere valutata come indice di reddito per un eventuale accertamento fiscale o per la determinazione dell’assegno di mantenimento all’ex.

Annuncio pubblicitario

Non conta tanto il reddito dichiarato al fisco, quanto l’effettivo tenore di vita e, in questo, un indice affidabile è certamente rappresentato dall’intestazione di auto, case e imbarcazioni. Lo sa bene l’Agenzia delle Entrate che tutte le volte in cui un contribuente risulta titolare di due o più auto o immobili può allertarsi e verificare la compatibilità di tali acquisti con la dichiarazione dei redditi; così, in caso di uno scostamento superiore al 20%, procede a un accertamento fiscale di tipo sintetico (ne abbiamo parlato in

Annuncio pubblicitario
Sono disoccupato, posso avere un’auto intestata). Peraltro a consentire i controlli a tappeto non è un dipendente del fisco che, seduto su una scrivania e manualmente, si mette a spulciare in modo casuale e fortuito tra gli archivi del Pra, ma è il temuto redditometro, un software che, in automatico, rivela le incongruenze tra reddito dichiarato e spese sostenute dai contribuenti.

Non c’è però solo l’aspetto fiscale. Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], basta l’acquisto di due auto di lusso e di una motocicletta a far scattare le indagini tributarie sull’ex marito per quantificare l’assegno di divorzio quando la sua denuncia dei redditi è, invece, incompatibile con il possesso di tali beni. Ma procediamo con ordine.

Annuncio pubblicitario

Due auto o case intestate, rischio un accertamento fiscale?

Quando si è proprietari di beni di lusso come auto o case e questi sono stati acquistati con i propri risparmi, derivanti da un reddito tracciabile (si pensi alle fatture corrisposte dai clienti con bonifico o allo stipendio di lavoro dipendente) non si pongono problemi. In questi casi, l’incompatibilità tra gli acquisti e la dichiarazione dei redditi dovrebbe essere esclusa in radice e il contribuente non dovrebbe subire alcun accertamento fiscale. Qualora, invece, ciò nonostante, l’Agenzia delle Entrate dovesse chiedere chiarimenti sulla provenienza del denaro per l’acquisto dell’auto o della casa sarà sufficiente presentare gli estratti conto da cui si evincono gli accrediti e il pagamento del corrispettivo al venditore, dimostrando come sia le entrate che le uscite dal conto trovano piena corrispondenza nella documentazione bancaria e non vi è alcuna incongruenza tra reddito e tenore di vita.

Annuncio pubblicitario

Potrebbe però succedere che il denaro necessario all’acquisto di un’auto sia derivato, ad esempio, da redditi esenti come una vincita al gioco o dalla vendita a un privato della precedente auto usata, vendita che – è bene sottolinearlo – è pienamente lecita. In tal caso, il contribuente dovrà prestare attenzione a lasciare traccia della provenienza del denaro, ad esempio facendosi pagare tramite bonifico sul conto corrente o con assegno non trasferibile. La tracciabilità del passaggio di denaro è infatti l’arma vincente per poter superare, in futuro, eventuali sospetti dell’Agenzia delle Entrate e dare prova della regolarità dell’operazione.

Anche il risparmio viene monitorato dal fisco che è in grado di conoscere quanto è depositato sul conto corrente del contribuente all’inizio e alla fine di ogni anno (tali dati vengono comunicati all’amministrazione finanziaria direttamente dagli istituti di credito tramite la cosiddetta «

Annuncio pubblicitario
Anagrafe dei rapporti finanziari» o anche detta Anagrafe dei conti correnti). Quindi, è inutile sostenere che la casa o l’automobile è stata comperata con i risparmi di una vita se poi di questi non vi è traccia.

Più ricorrente è il caso di chi acquista la seconda casa o la seconda automobile tramite i soldi derivanti da un risarcimento del danno o dalla liquidazione (il cosiddetto Tfr, trattamento di fine rapporto). Le assicurazioni eseguono i pagamenti, di norma, con assegni non trasferibili o bonifici, per cui la tracciabilità è garantita dallo stesso debitore. Stesso discorso dovrebbe riguardare il datore di lavoro, specie quando si tratta di importi consistenti come gli accrediti imposti dalla legge alla fine del rapporto.

Annuncio pubblicitario

Anche per i classici «soldi sotto il mattone» c’è un limite di legge: i pagamenti in contanti non possono eccedere 3.000 euro (fino a 2.999,99 euro è consentito il trasferimento del cash). Per cui, il risparmio gestito secondo il “metodo tradizionale casalingo” – quello di chi non si fida di depositare i soldi sul conto corrente – ha ben poche chances di superare un accertamento fiscale non potendo essere utilizzato per acquisti sopra il predetto tetto.

Più problematiche pone la donazione, specie quella tra parenti. È vero che la stessa Agenzia delle Entrate è tenuta – secondo la giurisprudenza consolidata – a tener conto non solo del reddito dichiarato dal contribuente, ma anche di quello dei familiari più stretti (ossia coniuge, genitori e figli) purché conviventi, e ciò perché si presume che, nei normali rapporti di consanguineità, vi siano dei vincoli solidaristici che portano l’uno ad aiutare l’altro. Ma anche in questo caso sarà bene formalizzare tutto con

Annuncio pubblicitario
scritture private registrate e/o con l’accredito dei soldi sul conto corrente, accompagnato dalla corretta causale.

Infine c’è la possibilità che i soldi per l’acquisto della seconda casa o della seconda auto provengano dalla smobilizzazione di titoli come obbligazioni, bot, cct, azioni e altre forme di investimento. Di norma, in questi casi, il pagamento avviene tramite accredito della somma di denaro sul conto corrente (il cosiddetto «conto di appoggio titoli»), sicché il contribuente non dovrebbe trovare problemi per l’eventuale difesa.

Due auto o case intestate, rischio un aumento del mantenimento?

I problemi potrebbero non provenire solo dall’Agenzia delle Entrate. Chi si sta per separare e deve corrispondere l’assegno di mantenimento all’ex coniuge potrebbe trovarsi, nella causa di separazione o di divorzio, oggetto di un accertamento da parte della polizia tributaria quando il suo tenore di vita denuncia un reddito superiore rispetto a quello dichiarato al fisco. È quanto stabilito di recente dalla Cassazione

Annuncio pubblicitario
[1]. L’intestazione di due o più immobili o di automobili di lusso è certamente un elemento indicativo di capacità economica, soprattutto quando la dichiarazione dei redditi è modesta o, addirittura, il soggetto risulta disoccupato. Se gli elementi posti in evidenza dalla ex moglie fanno presumere che «il marito svolga attività “in nero”» – come ad esempio la titolarità di beni di lusso e di un tenore di vita elevato – il giudice può disporre ulteriori accertamenti sul reddito effettivo di quest’ultimo. Il che servirà a determinare, con maggiore precisione, l’ammontare del mantenimento. Le prove circa gli acquisti sostenuti dal marito possono, insomma, superare le emergenze fiscali desumibili dalle sue dichiarazioni dei redditi.

Così, ad esempio, l’iscrizione nelle liste di collocamento indica soltanto che il marito non è assunto da una impresa come lavoratore dipendente, ma ciò non esclude che egli svolga lavoro autonomo, fiscalmente non dichiarato, anche al fine di non perdere l’indennità per lo stato di disoccupazione.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui