Bonus casa 2019, tutte le novità

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Autore: Noemi Secci

20 febbraio 2019

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus verde: tutte le detrazioni Irpef 2019 previste per gli interventi sulla casa dalla manovra.

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Confermati tutti i bonus casa: sono stati inseriti nella legge di Bilancio 2019, difatti, il bonus ristrutturazioni, il bonus mobili e l’ecobonus, assieme al nuovo bonus verde.

Per l’ecobonus, in particolare, è confermata la detrazione del 65% dei costi per la maggior parte dei lavori di riqualificazione energetica, mentre la detrazione resta al 50% per le caldaie a condensazione in classe A con sistemi di termoregolazione evoluta, tende solari, finestre, generatori a biomasse.

Per quanto riguarda il bonus ristrutturazione, resta ferma la detrazione al 50% sugli interventi già incentivati gli scorsi anni, con un tetto massimo di 96mila euro. Non cambia nemmeno il bonus mobili, con una detrazione del 50% su arredi e grandi elettrodomestici acquistati in occasione della ristrutturazione, sino a un tetto massimo di 10mila euro di costo. Confermato anche il

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bonus giardino, o bonus verde, con una detrazione del 36% per la sistemazione a verde degli spazi esterni, sino a un tetto massimo di 5mila euro di costo.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, tutte le novità sui bonus casa 2019.

Bonus casa 2019: bonus verde per giardini e terrazzi

Il

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bonus verde consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 36% delle spese documentate per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. In pratica, l’incentivo è previsto per la piantumazione o la sistemazione di prati in giardini, terrazzi, balconi e cortili, anche condominiali.

La detrazione, come abbiamo osservato pari al 36%, spetta su una spesa massima pari a 5mila euro, quindi non può essere superiore a 1.800 euro. In parole semplici, chi spende, per la sistemazione delle aree verdi, dai 5mila euro in su, ha il diritto di detrarre 1.800 euro dalle tasse.

Bonus ristrutturazione 2019

Nel 2019 è confermato, in base a quanto emerge dalle bozze della legge di bilancio, il

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bonus ristrutturazione, cioè la detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere fruita in 10 quote annuali dello stesso importo ed è applicata a un costo massimo di 96.000 euro.

A chi spetta il bonus ristrutturazione 2019

Possono beneficiare del bonus ristrutturazione:

Quali interventi sono incentivati dal bonus ristrutturazione 2019

Gli interventi agevolabili consistono nei lavori interni a immobili esistenti; nel dettaglio, deve trattarsi di opere di:

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Sono detraibili non solo le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, ma anche i costi di progettazione, le prestazioni professionali inerenti, le perizie ed i sopralluoghi.

In particolare, le opere agevolate devono riferirsi alle seguenti componenti:

Quali sono gli adempimenti per il diritto al bonus ristrutturazione 2019

Per ottenere il bonus è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

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Per ottenere la detrazione è anche necessaria una dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori: può trattarsi di una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, o di un titolo abilitativo comunale. Nel caso in cui l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Per conoscere tutti i documenti da conservare ed esibire in caso di controllo:

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Bonus ristrutturazione casa, adempimenti.

Ecobonus 2019

L’ecobonus, o bonus per il miglioramento dell’efficienza energetica, è un’agevolazione che consiste nella detrazione Irpef del 65% dei costi sostenuti per migliorare le prestazioni energetiche di un immobile; la detrazione, anche in questo caso, deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, sino a un limite massimo di :

Di seguito, alcuni esempi delle componenti a cui possono riferirsi le opere di efficientamento energetico:

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Dal 2018, per caldaie a condensazione in classe A con sistemi di termoregolazione evoluta, tende solari, finestre, generatori a biomasse, la detrazione è passata dal 65% al 50%. Questa minore detrazione è confermata anche per il 2019.

Restano invariati con bonus al 65% i seguenti interventi:

Ecobonus 2019 per gli interventi sulle parti condominiali

Le detrazioni sono più elevate se le spese (sostenute dal 1° gennaio 2017 al

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31 dicembre 2021) sono riferite a specifici interventi di riqualificazione riguardanti parti del condominio. In particolare, le percentuali di detrazione ammontano al:

I beneficiari dell’agevolazione fiscale, anziché fruire della detrazione del 70 o del 75%, possono scegliere di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, esclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

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Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 40mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Quali sono gli adempimenti per il diritto all’ecobonus

Per accedere all’ecobonus è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

Per gli interventi più notevoli, come la riqualificazione globale, la coibentazione dell’ involucro e l’, isolamento dell’edificio, deve essere trasmessa la seguente ulteriore documentazione all’Enea (Agenzia Nazionale per L’Efficienza Energetica):

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Il nuovo decreto attuativo del Mise (ministero dello Sviluppo economico) attualmente allo studio introduce, però, dei valori massimi, rapportati al metro quadrato o al kilowatt, che penalizzano alcuni interventi, come l’installazione di serramenti, rendendo il miglioramento energetico meno conveniente. Inoltre, il decreto abbassa diversi tetti massimi di spesa, come quelli relativi alle schermature solari e agli impianti domotici, e introduce nuove indicazioni da inserire nel bonifico parlante per il pagamento delle opere, come il numero e la data della fattura che viene pagata.

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Per saperne di più: Riforma ecobonus

Sismabonus 2019

Confermata anche la detrazione fiscale, detta Sisma bonus, per le spese sostenute per gli interventi antisismici su edifici (adibiti ad abitazioni ed attività produttive) ubicati nelle zone 1 e 2 (zone sismiche ad alta pericolosità): la detrazione riguarda i costi sostenuti a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021; deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Resta fermo l’attuale limite massimo di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno.

L’agevolazione, dal 2017 al 2021, è estesa anche agli immobili situati nella

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zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti ma rari terremoti).

La detrazione di imposta è elevata al 70% della spesa sostenuta, nel caso in cui dall’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico, che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore. Se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione è elevata all’80%.

Nel caso in cui gli interventi di riduzione del rischio sismico siano realizzati su parti comuni condominiali, le detrazioni di imposta del 70% e dell’80% sono riconosciute rispettivamente nella misura del 75% e 85%.

Tra le spese detraibili sono ricomprese, a decorrere dal 1° gennaio 2017, anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Cessione dei bonus

Confermata anche per il 2019 la possibilità di trasferire non solo le detrazioni per gli interventi sulle parti condominiali, ma anche per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare. Chi incamera il bonus potrà, poi, trasferirlo nuovamente. In questo modo si incentiva il ricorso agli interventi sulla casa anche per gli incapienti, cioè per coloro che hanno un’imposta più bassa rispetto alle detrazioni, e per coloro che, in generale, dispongono di poca liquidità.

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