Si può ancora chiedere il reddito di cittadinanza?

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Autore: Noemi Secci

22 aprile 2020

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Rdc e pensione di cittadinanza: chi ha perso il lavoro a causa dell’attuale crisi può ottenere i sussidi?

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A causa dell’attuale emergenza epidemiologica, sono numerosi i lavoratori, dipendenti, parasubordinati o autonomi, la cui attività è stata ridotta, sospesa, oppure definitivamente cessata.

Non tutti coloro che hanno perso l’impiego, purtroppo, possono contare su un’indennità di disoccupazione, in quanto per il diritto ai benefici (Naspi, Dis-coll, disoccupazione agricola, in base alla categoria di appartenenza) occorre soddisfare precise condizioni. In ogni caso, i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti non hanno diritto a un’indennità di disoccupazione; peraltro, l’indennità potrebbe risultare d’importo basso, o comunque non sufficiente a sostentare l’intera famiglia.

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Fortunatamente, la legge italiana [1] prevede dei nuovi sussidi, istituiti a partire da aprile 2019, volti al sostegno dei nuclei familiari che si trovano in situazione di difficoltà: si tratta del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza. L’importo dei sussidi, ricaricato mensilmente su una carta prepagata, la carta Rdc, è graduato in base al numero dei componenti della famiglia ed al reddito ed i patrimoni di ciascuno: va da un minimo di 40 euro mensili a un massimo di 1380 euro (1536 euro per la pensione di cittadinanza).

Ma si può ancora chiedere il reddito di cittadinanza? Il sussidio spetta anche in questo periodo di grave crisi dovuta all’epidemia di coronavirus?

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Nonostante l’attuale emergenza epidemiologica, le disposizioni in materia di reddito e di pensione di cittadinanza non sono state modificate: è dunque possibile, per chi ha perso il lavoro o ha subito un notevole calo dell’attività, richiedere il sussidio a sostegno dell’intero nucleo familiare, se sussistono le condizioni reddituali e patrimoniali.

A questo punto, ci si domanda su quali basi l’Inps provveda a verificare i requisiti patrimoniali, reddituali e personali in capo ai componenti del nucleo familiare. L’istituto si basa non solo sui dati dichiarati con la domanda di reddito di cittadinanza, ma anche e soprattutto sulla dichiarazione Isee, o Dsu. Si tratta di una dichiarazione indispensabile per accedere alle prestazioni di assistenza, come il reddito di cittadinanza, nella quale deve essere indicata una notevole quantità di dati: dalle auto ai conti corrente, dalle carte di credito agli immobili, dai redditi di lavoro alle pensioni, per ogni componente del nucleo familiare.

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Dalla Dsu, dichiarazione sostitutiva unica, emergono diversi indicatori, tra i quali l’Isee, l’indicatore della situazione reddituale Isr e l’indicatore della situazione patrimoniale Isp.

L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare, che serve a “misurare la ricchezza” della famiglia, prendendo in considerazione patrimonio e redditi, più ulteriori dati rilevanti, relativamente a ciascun componente.

Ho perso il lavoro: posso presentare un nuovo Isee?

La

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Dsu, dal 2020, ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di presentazione: si prendono però come riferimento i redditi e le componenti patrimoniali aggiornati ai 2 anni precedenti.

Questo può costituire un grave problema per chi ha perso il lavoro o ha subito un calo dei guadagni a causa dell’attuale crisi: il reddito di cittadinanza è difatti erogato in base ai dati risultanti dall’Isee che, riferendosi al passato, possono non rispecchiare la situazione attuale, ma una situazione notevolmente migliore non più sussistente.

Fortunatamente, per chi ha perso il lavoro esiste la possibilità di richiedere una nuova dichiarazione Isee non basata sui dati del 2° anno precedente: si tratta dell’

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Isee corrente.

Il calcolo dell’indicatore Isee corrente si basa su dati più recenti e, anche se ha una validità temporanea, consente di attribuire alla famiglia un indicatore di ricchezza che rispecchia maggiormente la situazione reale.

Come funziona l’Isee corrente?

Ma proviamo a capire meglio come funziona l’Isee corrente. Innanzitutto, è possibile richiederlo soltanto se esiste già, per lo stesso nucleo familiare, un Isee in corso di validità. Possono richiederlo soltanto le famiglie in cui almeno un componente si trovi in una delle seguenti situazioni:

In base alle recenti modifiche normative, è possibile richiedere l’Isee corrente anche quando:

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L’Isee corrente viene calcolato basandosi sull’aggiornamento dei redditi di ciascun componente della famiglia che ha perso il lavoro, o il trattamento di assistenza/ la pensione, o la cui attività sia stata sospesa o ridotta. Per approfondire: guida all’Isee corrente.

Come si presenta la dichiarazione Isee?

Abbiamo capito che, grazie all’Isee corrente, è possibile avere una “fotografia” della

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situazione economica della famiglia che rispecchi la realtà, grazie alla quale l’interessato può presentare la domanda di reddito o di pensione di cittadinanza. Ma come presentare la dichiarazione Isee in questa grave situazione di emergenza, con i Caf chiusi? Innanzitutto, è bene sapere che i Caf non sono chiusi, ma continuano ad operare in sicurezza, a distanza, tramite mail, telefono, chat, Skype.

Il cittadino ha comunque la possibilità di presentare la dichiarazione Isee autonomamente: per accedere, è necessario essere in possesso del codice Pin dispositivo, della carta d’identità elettronica, della carta nazionale dei servizi o dello Spid «Sistema Pubblico di Identità Digitale».

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Dal 2020, è possibile fruire anche della dichiarazione Isee precompilata.

Come si chiede il reddito di cittadinanza?

Una volta presentata la dichiarazione Isee, è possibile richiedere il reddito di cittadinanza. Se non ci si vuole rivolgere al Caf, è possibile presentare la domanda di reddito di cittadinanza direttamente online.

Più precisamente, il modulo di domanda di reddito di cittadinanza o di pensione di cittadinanza (modulo SR 180, o Domanda Rdc/Pdc), può essere:

Per approfondire:

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Come si compila la domanda Rdc?

Sospensione degli obblighi di comunicazione

Il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a comunicare tempestivamente ogni variazione del reddito o del patrimonio: la variazione può riguardare il richiedente e qualsiasi componente del nucleo familiare.

Inoltre, la dichiarazione Isee deve essere presentata entro il mese di gennaio di ogni anno.

Il decreto Cura Italia [2] ha però sospeso i termini degli adempimenti connessi al reddito ed alla pensione di cittadinanza, come chiarito dall’Inps con un nuovo messaggio [3]. In particolare:

Domanda reddito di cittadinanza nel sito dell’Inps

Come osservato, le

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domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza (domanda Rdc/Pdc) possono essere presentate

Alla luce del particolare momento che sta attraversando il Paese e della necessità di limitare gli spostamenti delle persone per meglio fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di coronavirus, con un nuovo messaggio [4] l’Inps ha informato della nuova possibilità di trasmettere la domanda di Reddito e Pensione di Cittadinanza anche attraverso il sito internet dell’istituto.

Per compilare la domanda è necessario autenticarsi nel sito dell’Inps con Pin dispositivo, Spid, Carta Nazionale dei Servizi Cns e Carta di Identità Elettronica Cie.

Il servizio è raggiungibile nella sezione del sito “Reddito di cittadinanza/pensione di cittadinanza” .

Anche in questo caso, per la valida presentazione della domanda il richiedente deve essere in possesso di un’Isee valido, o comunque deve presentare la dichiarazione Isee al momento della presentazione della domanda di Reddito di Cittadinanza.

I dati richiesti e le dichiarazioni di responsabilità previsti in sede di presentazione della domanda sono gli stessi previsti dal modulo di domanda RdC/Pdc.

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