Lesioni micropermanenti: quanto spetta di risarcimento?

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Autore: Paolo Remer

27 ottobre 2023

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Come si calcola il danno biologico lieve derivante da incidenti stradali; a quanto ammonta l’importo da pagare al danneggiato per invalidità permanente o temporanea.

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Hai subìto un lieve incidente stradale che però ti ha provocato una piccola invalidità permanente: il tuo medico l’ha quantificata in 7 punti percentuali. Il dottore ti ha anche detto che sei sotto la soglia del 10% e che queste lesioni di fascia bassa si chiamano micropermanenti. Nulla di troppo grave, quindi, e sai già in partenza che con questo basso valore non ti spetteranno di certo l’assegno o la pensione di invalidità e neppure l’indennità di accompagnamento. Ma hai comunque diritto ad essere risarcito per questo danno e perciò, in soldoni, vuoi sapere

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quanto spetta di risarcimento per queste lesioni micropermanenti.

La buona notizia è che gli importi sono prestabiliti dalla legge: puoi conoscerli semplicemente leggendo questo articolo, senza bisogno di fare speciali calcoli. L’essenziale è che tu disponga della documentazione medica che accerti e certifichi l’entità del danno biologico riportato in conseguenza dell’incidente. Le somme possono essere consistenti e in determinati casi raggiungere, o superare, i diecimila euro. Inoltre la liquidazione nella maggior parte dei casi avviene in breve tempo e con facilità, direttamente dall’assicurazione, senza bisogno di speciali indagini.

Lesioni micropermanenti: perché il risarcimento è più facile

Ai fini del riconoscimento del danno biologico, le lesioni micropermanenti sono una sottocategoria delle lesioni ordinarie, che possono essere più o meno gravi, fino all’invalidità totale e all’incapacità lavorativa assoluta.

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Per le lesioni micropermanenti il risarcimento viene forfettizzato in base ai valori tabellari stabiliti per ogni punto di invalidità riconosciuto. Gli importi da versare ai danneggiati vengono periodicamente rivalutati e sono stati recentemente aggiornati, a ottobre 2023, da un decreto ministeriale [1], per tenere conto dell’aumento dell’inflazione misurata secondo gli indici ISTAT. La precedente rilevazione risaliva al giugno 2022.

Le lesioni maggiori, invece (come anche la morte della vittima in conseguenza dell’incidente), seguono un criterio di quantificazione diverso, che tiene conto anche di altri fattori. Insomma, con le lesioni permanenti di lieve entità si procede alla

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liquidazione del danno in maniera più veloce, perché gli importi che ora ti indichiamo sono prestabiliti dalle norme e non è necessario calcolarli caso per caso, salve le possibili variazioni in aumento di cui ti parleremo, che operano anch’esse su tali importi base applicando una percentuale di maggiorazione.

Come l’assicurazione paga i danni da lesioni micropermanenti

Il vantaggio per i danneggiati da un danno biologico di lieve entità – cioè proprio quello che rientra nelle lesioni micropermanenti di cui ci stiamo occupando – è che le compagnie di assicurazioni tendono ad accelerare la fase di liquidazione, sulla base della documentazione medica prodotta dalle parti, non essendo necessari speciali calcoli.

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Tutto ciò avviene quando le imprese assicuratrici, esaminando la pratica aperta a seguito del sinistro, riconoscono subito il danno riportato dal conducente e dagli eventuali passeggeri e debitamente documentato da certificati, referti di pronto soccorso, perizie medico-legali ed esiti di esami diagnostici. Altrimenti, se la compagnia si oppone al pagamento spontaneo, il riconoscimento dei danni da lesioni micropermanenti deve avvenire successivamente, in sede giudiziaria, essendo necessario instaurare una causa civile per farsi risarcire.

Cosa rientra nelle lesioni micropermanenti?

Le lesioni micropermanenti sono quelle che comportano un grado di invalidità accertata compreso

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tra 1 e 9 punti percentuali. Esse comportano un danno biologico, cioè un pregiudizio allo stato di salute che – anche se è di modesta entità – deve comunque essere risarcito da chi lo ha provocato, quando deriva da un fatto illecito, come un incidente stradale.

Il Codice delle assicurazioni private [2] definisce il danno biologico come «la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito».

Danno da lesioni micropermanenti: calcolo dell’ammontare

Siccome il

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danno da lesioni micropermanenti si connota in termini di lieve entità, e precisamente con un grado inferiore al 10%, la legge [2] prevede un criterio di liquidazione speciale in tutti i casi in cui esso deriva «da sinistri conseguenti alla circolazione di veicoli a motore e di natanti», cioè quando i postumi delle lesioni sono la conseguenza di un comune incidente stradale.

In particolare, il metodo di quantificazione e di calcolo dell’ammontare del danno da lesioni micropermanenti è il seguente:

Per maggiori dettagli su questo metodo, leggi “

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Danni da lesioni micropermanenti: come si accertano?“.

Lesioni micropermanenti: quando il risarcimento è aumentato

Se la menomazione accertata incide «in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità», il giudice può aumentare fino al 20% l’importo del risarcimento del danno biologico derivante da lesioni micropermanenti.

Al totale così ottenuto può essere aggiunto un ulteriore importo risarcitorio per l’eventuale danno morale riportato a seguito dell’incidente stradale, come quello derivante dalla sofferenza e patema d’animo che il danneggiato ha dovuto subire in conseguenza dell’invalidità e delle cure alle quali si è sottoposto. La liquidazione di questo “prezzo del dolore” non può essere stabilita nel suo preciso ammontare e perciò si determina in via equitativa.

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Infine, anche per le lesioni micropermanenti spetta sempre il risarcimento delle spese mediche sostenute dal danneggiato per cure, farmaci e terapie riabilitative.

Danno da lesioni micropermanenti: quando non viene risarcito?

Come abbiamo visto, anche il danno da lesioni micropermanenti rientra nel danno biologico, e perciò deve essere accertato, nella sua tipologia e consistenza, con una valutazione medico-legale che parte dai certificati medici rilasciati dai sanitari curanti e può comprendere appositi accertamenti diagnostici e clinici richiesti dall’assicurazione o dal giudice, che può disporre l’espletamento di una Ctu (consulenza tecnica d’ufficio) per stabilire gli effettivi punti di invalidità.

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La legge, però, individua uno sbarramento, che impedisce il riconoscimento a fini risarcitori del danno da lesioni micropermanenti: la soglia opera quando esse «non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, ovvero visivo, con riferimento alle lesioni, quali le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza l’ausilio di strumentazioni».

In parole semplici: una sintomatologia che è stata semplicemente riferita dal paziente, ma non può essere accertata dai medici in modo obiettivo, perché non è visibile e non può emergere neppure attraverso le indagini specialistiche – come un mal di testa che non è stato riscontrato dagli accertamenti strumentali, come radiografie, Tac e risonanze magnetiche – non può dare luogo al

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risarcimento per danno biologico micropermanente.

Danno biologico temporaneo: quanto viene pagato

Oltre alle lesioni che comportano un’invalidità micropermanente, e talvolta indipendentemente da esse, potrà sussistere, a seconda dei casi, anche il danno biologico temporaneo: si pensi, ad esempio, ad un paziente che a seguito di un incidente stradale ha riportato una frattura ed è stato ingessato, o operato, e costretto all’immobilità per alcuni giorni, settimane o mesi.

Il danno biologico temporaneo viene quantificato in base ai giorni di inabilità assoluta o parziale stabiliti dal medico curante che rilascia il certificato. Anche per il danno biologico temporaneo opera il criterio semplificato di liquidazione stabilito nel decreto ministeriale aggiornato alle variazioni ISTAT [1]. Precisamente, per ogni giorno di inabilità assoluta spettano 54,80 euro (fino a marzo 2023, l’importo era di 50,79 euro); l’inabilità parziale viene decurtata, per ciascun giorno, in proporzione su tale cifra base (ad esempio, quella al 50% viene dimezzata, quella al 25% viene ridotta ad un quarto).

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