Come gestire al meglio il tuo conto corrente

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Autore: Paolo Remer

15 maggio 2023

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Come scegliere la tipologia più adatta, ottimizzare le operazioni frequenti e controllare i costi e le commissioni.

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Avere un conto corrente è una grossa comodità, e talvolta una vera e propria necessità, per ricevere l’accredito periodico di stipendi e pensioni ed effettuare i pagamenti più frequenti, come quelli delle utenze telefoniche, della luce e del gas. Ma il rapporto con la banca comporta, inevitabilmente, dei costi di gestione e di commissioni variabili in base alle operazioni effettuate, a partire dai prelievi e dai versamenti.

In questo articolo ti spiegheremo come gestire al meglio il tuo conto corrente: ti indicheremo a cosa devi fare attenzione sin dal momento dell’apertura, per scegliere la tipologia più adatta alle tue esigenze, ti illustreremo le peculiarità del conto cointestato e ti daremo alcuni utili consigli per ottimizzare le operazioni più frequenti e per controllare l’andamento dei costi e delle commissioni applicate dalla banca.

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Già, perché nell’epoca attuale il vero nodo dei conti correnti non sta nella facilità di utilizzo – ormai tutte le banche offrono la possibilità di compiere ogni tipo di operazione anche a distanza, compresa l’apertura e la chiusura del conto stesso – ma nelle spese: è questo il punto dolente, che richiede un’adeguata pianificazione ed ottimizzazione da parte del correntista, oltre che un monitoraggio e controllo costante sull’andamento del rapporto, per verificare eventuali variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali stabilite dalla banca e che potrebbero comportare un inaspettato aggravio dei costi periodici di tenuta del conto.

Quale tipo di conto corrente scegliere

La

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scelta del conto corrente più adatto dipende da che tipo di consumatore sei: uno studente universitario fuorisede avrà esigenze diverse rispetto a quelle di un lavoratore dipendente, di una casalinga o di un pensionato, e se sei un’imprenditore, un commerciante o un professionista con un grosso giro d’affari avrai la necessità di avere un conto corrente più “potente”, dotato di funzionalità aggiuntive, come il fido bancario, il Riba (pagamento fatture con ricevuta bancaria d’incasso) o l’anticipazione delle fatture.

In fase di apertura, ti consigliamo di cercare le migliori offerte disponibili sul mercato, comparando quelle di diversi istituti di credito per trovare la più vantaggiosa: tenendo presente che spesso le condizioni cambiano, in base all’andamento dei tassi di interesse e dell’inflazione. Ad esempio, esistono conti correnti a

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zero spese, previsti soprattutto in favore di chi opera esclusivamente online, e dunque in modalità home banking, con tutti i servizi disponibili su pc, tablet e smartphone, senza necessità di recarsi agli sportelli fisici della filiale. Ci sono poi i conti deposito, che riconoscono al correntista un tasso d’interesse più alto, ma a condizione di tenere depositata e depositata la somma per un determinato periodo, solitamente compreso tra i 6 ed i 36 mesi.

Particolare attenzione va posta ai conti correnti gratuiti, che prevedono l’esenzione totale dei costi di apertura e di gestione, almeno nella fase iniziale e per un periodo di uno o due anni: di solito sono rivolti a particolari categorie di clienti, come i lavoratori dipendenti ed i pensionati che

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accreditano lo stipendio o la pensione sul conto e perciò diventano clienti tendenzialmente stabili. Chi, invece, ha un Isee molto basso può aprire il cosiddetto conto corrente di base, totalmente gratuito per legge, ma con funzionalità ridotte e limitate ad alcune tipologie di operazioni.

Si trovano ottime offerte anche nei conti correnti dedicati ai giovani – ormai sono considerati tali anche gli under 35 – perché le banche cercano di fidelizzare la clientela, al punto che esistono numerosi conti correnti pensati per gli studenti universitari e, tra le varie agevolazioni, prevedono convenzioni con alberghi, negozi e ristoranti e la possibilità di ottenere prestiti per finanziare il ciclo di studi o per altre esigenze tipiche, come l’acquisto della casa, dei mobili o di un’autovettura.

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La carta di credito collegata al conto corrente

Avere una carta di credito collegata al proprio conto corrente consente di spendere una determinata somma durante il mese a fronte di un unico addebito che avverrà successivamente e in una data prestabilita, ad esempio il giorno 10 del mese successivo. In questo modo si possono ammortizzare le piccole e momentanee carenze di liquidità, come quelle che si verificano nei giorni precedenti all’accredito dello stipendio o della pensione.

Con la carta di debito, invece, essendo utilizzata come bancomat, l’addebito della cifra spesa è immediato, attingendo l’importo dal saldo disponibile presente sul conto, e quindi è necessario che al momento del pagamento ci sia sul conto corrente di riferimento la copertura sufficiente. Se chiedi una

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carta di credito da abbinare al tuo conto corrente, controlla sempre a quanto ammonta il canone annuo (o mensile) di gestione e qual è il plafond di utilizzo, cioè l’ammontare della spesa massima preautorizzata nel periodo, evitando di raggiungere soglie che non ti servono e che, ovviamente, costano di più (ad esempio, se spendi mediamente 2mila euro al mese è inutile avere un plafond di 10mila); ed evita, a meno che non siano assolutamente necessarie, le carte revolving, che costituiscono un finanziamento da restituire a rate, solitamente con tassi di interesse piuttosto elevati rispetto a quelli che si possono spuntare presso le società finanziarie o con un prestito apposito ottenuto dalla banca stessa.
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Conto corrente cointestato: come funziona

Il conto corrente è cointestato quando vi sono almeno due intestatari del rapporto: ad esempio, marito e moglie, oppure un genitore insieme al figlio. I cointestatari possono avere firme congiunte – e in tal caso per compiere ogni operazione servirà l’assenso di tutti – oppure firme disgiunte: in questa situazione – che è quella più frequentemente utilizzata nella pratica – ogni contitolare può compiere le operazioni autonomamente e senza bisogno della preventiva autorizzazione degli altri. Ad esempio, la moglie può prelevare a sua discrezione le somme dal conto cointestato con il marito, se il rapporto è a firme disgiunte.

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Devi sapere che nel conto cointestato le somme depositate si presumono appartenenti ai titolari del conto in comproprietà tra loro, ed essi rispondono insieme verso la banca degli eventuali debiti, come le scoperture. Nei rapporti interni, invece, la giacenza si suddivide in base alle rispettive quote ideali (ad esempio, in un conto con due soli cointestatari, al 50% ciascuno).

Come controllare l’andamento del conto

Puoi controllare l’andamento del conto corrente attraverso l’estratto conto, che la banca deve fornirti alla periodicità stabilita (generalmente, mensile o trimestrale), in forma cartacea o anche telematica, consultando il documento sul sito o sulla app di riferimento. Sei tu a decidere con quali modalità ricevere l’estratto conto: ad esempio, nella tradizionale forma cartacea, con l’invio del documento per posta, o con la consultazione online, che è molto più pratica ed immediata, ed evita di incorrere in ritardi postali o nella pericolosa sottrazione di corrispondenza.

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Tuttavia, è bene non aspettare la scadenza del mese, o del trimestre, per verificare la situazione, ma conviene monitorare con maggiore frequenza le operazioni svolte: il metodo migliore è quello di consultare online o ad uno sportello bancomat, il saldo disponibile e le ultime transazioni, e di avvalersi delle utility di controllo delle spese che ormai quasi tutti gli istituti di credito mettono a disposizione dei clienti, raggruppandole nelle categorie più frequenti (alimentazione, trasporti, bollette, svago, ecc.).

Se usi un sistema di home banking collegato al tuo telefono cellulare, chiedi di ricevere un messaggio di notifica per ogni operazione avvenuta: ti servirà anche ai fini di sicurezza, per controllare che qualcuno non stia operando abusivamente sul tuo conto o con le carte ad esso collegate.

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Come ottimizzare le operazioni sul conto

Cerca di individuare le operazioni che compi con maggiore frequenza e verifica quali commissioni vengono applicate: potresti scoprire che facendo un singolo prelievo mensile di contanti, anziché due o tre, puoi abbattere i costi applicati a ciascuna operazione, così come domiciliando sul conto i pagamenti periodici – come quelli dell’abbonamento al telefono ed alla rete internet, o per l’assicurazione sulla vita, o per le bollette di acqua, luce e gas – puoi ottenere una sensibile diminuzione del costo di ogni singola transazione di pagamento. Molte banche offrono formule che prevedono l’abbattimento integrale dei costi fino a un determinato numero di operazioni effettuate nel periodo: ad esempio, 10 prelievi in contanti e 50 pagamenti con effettuati con la carta dell’istituto.

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Conto corrente: le operazioni da evitare

In ogni caso, evita di fare prelievi o versamenti sul conto corrente in contanti per importi eccedenti i 10mila euro mensili, perché potresti essere segnalato all’Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che avvierà un’indagine per verificare se le somme provengono da riciclaggio o altri reati.

Tieni presente che anche l’Agenzia delle Entrate, tramite la consultazione online dei dati presenti nell’Anagrafe dei rapporti bancari (un archivio informatizzato e aggiornato quasi in tempo reale), può monitorare l’andamento dei conti correnti e riscontrare prelievi o versamenti considerati sospetti, in quanto sintomatici di evasione fiscale, specialmente nei confronti di imprenditori e commercianti. L’incrocio dei dati dei movimenti avvenuti sul conto corrente del contribuente con le sue dichiarazioni dei redditi è molto facile, e in caso di discordanze potrebbero scaturire richieste di chiarimenti o veri e propri avvisi di accertamento; in tal caso l’interessato è tenuto a giustificare analiticamente le operazioni avvenute, per dimostrare, con riguardo alle somme confluite sul suo conto corrente, che si tratta di proventi regolarmente dichiarati o esenti da imposizione fiscale, ma talvolta è difficile fornire questa prova.

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