Marca da bollo: quando e come applicarla
Le marche da bollo possono avere importi variabili, a seconda della loro finalità: vediamo assieme quando sono indispensabili e come applicarle.
Nell’esercizio della propria professione e nei rapporti con la pubblica amministrazione sono previsti numerosi adempimenti, sia di natura burocratica che di natura fiscale. Tra questi, nell’emissione di fatture e ricevute fiscali nonché per ottenere il rilascio di certificati da parte delle pubbliche amministrazioni, c’è anche l’obbligo di acquistare e poi attaccare sulla ricevuta o sull’atto una marca da bollo, di importo variabile a seconda del tipo di cifra che si sta fatturando o dell’atto su cui la marca da bollo vada poi in concreto apposta. Scopriamo quindi insieme
Indice
Marche da bollo: definizione, acquisto e annullamento
La marca da bollo è un’imposta dovuta dai contribuenti in determinate situazioni, e gli importi possono variare a seconda dell’utilizzo cui la marca da bollo è destinata. È un’imposta indiretta, prevista per legge [1] che colpisce specifici consumi, e che viene applicata in misura fissa o proporzionale per il pagamento dell’imposta di bollo. Le marche da bollo più utilizzate sono quelle da
Per assolvere all’obbligo di applicazione della marca da bollo, il contribuente può recarsi in un tabaccaio o in qualsiasi rivenditore autorizzato, ed acquistarla sul posto. Ogni marca da bollo, emessa in unica copia, riporta un codice identificativo numerico, la data e l’ora dell’emissione. È possibile effettuare eventualmente il versamento anche per via telematica, previa autorizzazione da parte dell’Agenzia delle entrate (in genere, questo modo è utilizzato dai contribuenti che hanno necessità periodiche e quindi devono assolvere frequentemente l’imposta di bollo). Una volta apposta la marca da bollo, pertanto dopo averla fisicamente
Marche da bollo per fatturazione dei liberi professionisti
Le marche da bollo di maggiore utilizzo, come abbiamo anticipato, sono quelle da 2 e 16 euro: mentre quella da 16 euro si applica ad atti delle pubbliche amministrazioni, documentazioni societarie, notarili, e altre ipotesi che avremo modo di approfondire, la marca da bollo da 2 euro deve essere applicata da lavoratori e professionisti su fatture e ricevute fiscali che superino un determinato importo.
Quando si applica la marca da bollo da 2 euro?
- emesse da contribuenti che abbiano aderito a regimi fiscali di vantaggio, come quello dei minimi ed il regime forfettario;
- emesse con importi esclusi IVA;
- fuori campo Iva, sia nei casi in cui manchi il requisito oggettivo o soggettivo, sia nelle ipotesi nelle quali manchi il requisito territoriale;
- fatture non imponibili per operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione o per servizi internazionali o comunque connessi agli scambi internazionali.
Per quanto riguarda invece la marca da bollo da 16 euro, questa va applicata nelle ipotesi di:
- atti autenticati da un notaio o da un pubblico ufficiale;
- scritture private che disciplinano rapporti giuridici, di qualsiasi tipologia essi siano, comprese le convenzioni unilaterali;
- istanze ed in genere memorie rivolte ad un organo della pubblica ammnistrazione dello stato o di un ente pubblico territoriale, che abbiano la finalità di ottenere il rilascio di certificazioni e provvedimenti amministrativi.
Marche da bollo per notificazione di atti stragiudiziali
La notificazione di atti, giudiziali e stragiudiziali, può essere effettuata cartacea presso l’ufficio esecuzione e notificazione protesti, istituito presso ogni tribunale e corte d’appello. Quando si predispongono gli originali e le copie dell’atto da
Marche da bollo per copie conformi
Non bisogna tuttavia pensare che esistano unicamente le marche da bollo da 2 euro e da 16 euro, in quanto gli importi della marche da bollo possono essere diversi.
Un esempio è quello delle copie conformi, che sono copie rilasciate da pubblici ufficiali, che ne attestano la conformità (quindi il fatto che siano identiche all’originale, che viene rilasciato in copia unica). L’originale può essere un atto giudiziario o no, potendosi infatti trattare di sentenze, decreti ingiuntivi, verbali di sfratto, o magari di
Marca da bollo e contributo unificato
Bisogna tenere presente che la marca da bollo va distinta dal contributo unificato. Dal punto di vista grafico e visivo, possono apparire simili, ma in realtà sono differenti se guardati da vicino e, soprattutto, hanno diverse funzioni. Le marche da bollo, come abbiamo visto, si utilizzano per le fatture, i pagamenti, la richiesta di copie. Il contributo unificato, invece, è una tassa da pagare per poter iscrivere a ruolo una causa, e i suoi importi – economicamente molto maggiori di quelli delle marche da bollo – si calcolano in relazione al valore della procedura da iniziare. Da ricordare, peraltro, che nell’iscrivere a ruolo una causa civile è prevista anche, oltre al contributo unificato, una marca da bollo forfettaria da 27 euro.