Marca da bollo: quando e come applicarla

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Autore: Chiara Pezza

10 novembre 2017

Avvocato, laureata con lode in Giurisprudenza, specializzata in professioni legali. Collabora con diverse testate online, ed ha lavorato presso il Ministero di Giustizia (Ufficio Studi e Ricerche Internazionali, Dipartimento Giustizia Minorile) ed il Comune di Cagliari (istruttore amministrativo-contabile, Servizio Civile Nazionale). Segretario regione Sardegna Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO, parla fluentemente inglese e spagnolo.

Le marche da bollo possono avere importi variabili, a seconda della loro finalità: vediamo assieme quando sono indispensabili e come applicarle.

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Nell’esercizio della propria professione e nei rapporti con la pubblica amministrazione sono previsti numerosi adempimenti, sia di natura burocratica che di natura fiscale. Tra questi, nell’emissione di fatture e ricevute fiscali nonché per ottenere il rilascio di certificati da parte delle pubbliche amministrazioni, c’è anche l’obbligo di acquistare e poi attaccare sulla ricevuta o sull’atto una marca da bollo, di importo variabile a seconda del tipo di cifra che si sta fatturando o dell’atto su cui la marca da bollo vada poi in concreto apposta. Scopriamo quindi insieme

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cosa si intende per marca da bollo e quando e come applicarla.

Marche da bollo: definizione, acquisto e annullamento

La marca da bollo è un’imposta dovuta dai contribuenti in determinate situazioni, e gli importi possono variare a seconda dell’utilizzo cui la marca da bollo è destinata. È un’imposta indiretta, prevista per legge [1] che colpisce specifici consumi, e che viene applicata in misura fissa o proporzionale per il pagamento dell’imposta di bollo. Le marche da bollo più utilizzate sono quelle da

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2 euro e da 16 euro, per gli usi che vedremo. Gli importi sono aumentati nel 2013, in quanto prima le marche da bollo citate costavano rispettivamente 1,81 euro e 14,62 euro.

Per assolvere all’obbligo di applicazione della marca da bollo, il contribuente può recarsi in un tabaccaio o in qualsiasi rivenditore autorizzato, ed acquistarla sul posto. Ogni marca da bollo, emessa in unica copia, riporta un codice identificativo numerico, la data e l’ora dell’emissione. È possibile effettuare eventualmente il versamento anche per via telematica, previa autorizzazione da parte dell’Agenzia delle entrate (in genere, questo modo è utilizzato dai contribuenti che hanno necessità periodiche e quindi devono assolvere frequentemente l’imposta di bollo). Una volta apposta la marca da bollo, pertanto dopo averla fisicamente

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attaccata in quanto – in concreto – è un adesivo, la stessa marca da bollo andrà annullata: per procedere con l’annullamento, basteranno un paio di righe trasversali sui bordi, apposte a penna.

Marche da bollo per fatturazione dei liberi professionisti

Le marche da bollo di maggiore utilizzo, come abbiamo anticipato, sono quelle da 2 e 16 euro: mentre quella da 16 euro si applica ad atti delle pubbliche amministrazioni, documentazioni societarie, notarili, e altre ipotesi che avremo modo di approfondire, la marca da bollo da 2 euro deve essere applicata da lavoratori e professionisti su fatture e ricevute fiscali che superino un determinato importo.

Quando si applica la marca da bollo da 2 euro?

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La marca è obbligatoria per le fatture e le ricevute fiscali che superino l’importo di 77,47 euro. Le fatture o ricevute fiscali cui apporla possono essere emesse sia in formato cartaceo che in formato elettronico. C’è l’obbligo di applicare la marca di bollo, secondo quanto previsto per legge, nel caso di fatture e ricevute di importi superiori a 77, 47 euro e che siano:

Per quanto riguarda invece la marca da bollo da 16 euro, questa va applicata nelle ipotesi di:

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Marche da bollo per notificazione di atti stragiudiziali

La notificazione di atti, giudiziali e stragiudiziali, può essere effettuata cartacea presso l’ufficio esecuzione e notificazione protesti, istituito presso ogni tribunale e corte d’appello. Quando si predispongono gli originali e le copie dell’atto da

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notificare, nel caso in cui l’atto sia di natura stragiudiziale (si pensi ad una diffida), occorre apporre una marca da bollo da 16 euro sia sull’originale che su ogni copia. Nel caso in cui l’atto originale sia munito di procura apposta in calce o a margine, questa procura vale come atto a parte, pertanto sull’originale dell’atto da notificare le marche da bollo da apporre saranno due da 16 euro.

Marche da bollo per copie conformi

Non bisogna tuttavia pensare che esistano unicamente le marche da bollo da 2 euro e da 16 euro, in quanto gli importi della marche da bollo possono essere diversi.

Un esempio è quello delle copie conformi, che sono copie rilasciate da pubblici ufficiali, che ne attestano la conformità (quindi il fatto che siano identiche all’originale, che viene rilasciato in copia unica). L’originale può essere un atto giudiziario o no, potendosi infatti trattare di sentenze, decreti ingiuntivi, verbali di sfratto, o magari di

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mutui ipotecari. Si tratta pertanto in alcuni casi di atti che possono valere come titoli esecutivi, cioè come titoli idonei a permettere di iniziare procedure di esecuzione in modo da poter ricorrere all’autorità giudiziaria per ottenere quanto dovuto. Per poter richiedere le copie conformi, serve non soltanto l’originale dell’atto che si vuole ottenere in copia conforme, ma anche una apposita marca da bollo, il cui importo può essere richiesto all’ufficio competente ad effettuare le relative verifiche e procedere con l’attestazione di conformità della copia rilasciata all’originale. La marca da bollo in questo caso viene apposta sull’originale, con timbro e data del rilascio della
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copia conforme, in modo che sull’originale risulti verificabile in qualsiasi momento quante copie conformi siano state rilasciate, a quali soggetti ed in quali date.

Marca da bollo e contributo unificato

Bisogna tenere presente che la marca da bollo va distinta dal contributo unificato. Dal punto di vista grafico e visivo, possono apparire simili, ma in realtà sono differenti se guardati da vicino e, soprattutto, hanno diverse funzioni. Le marche da bollo, come abbiamo visto, si utilizzano per le fatture, i pagamenti, la richiesta di copie. Il contributo unificato, invece, è una tassa da pagare per poter iscrivere a ruolo una causa, e i suoi importi – economicamente molto maggiori di quelli delle marche da bollo – si calcolano in relazione al valore della procedura da iniziare. Da ricordare, peraltro, che nell’iscrivere a ruolo una causa civile è prevista anche, oltre al contributo unificato, una marca da bollo forfettaria da 27 euro.

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