Come contestare una multa per ztl
Verbale per accesso al varco della zona a traffico limitato: come annullare la contravvenzione.
Ztl, ossia zona a traffico limitato. Le nostre città sono ormai piene di cartelli che vietano l’ingresso ai non residenti ed agli automobilisti non muniti di pass. Solo una delibera comunale può autorizzare la predisposizione dei cosiddetti “varchi” ove collocare le telecamere. Telecamere la cui presenza va indicata con apposito cartello e che, proprio per questo, non violano alla privacy di automobilisti e pedoni.
Chi incappa nella contravvenzione, per sbadataggine o ignoranza, si chiede subito come contestare una multa per ztl. E se anche è vero che si tratta di un importo piuttosto limitato e che il pagamento nei primi 5 giorni garantisce uno sconto del 30%, spesso arrivano in unica volta svariati verbali (conseguenza delle ripetute manovre con la macchina all’interno dello stesso quartiere). In quei casi il conto può diventare salato ed è naturale rivolgersi a un avvocato.
La giurisprudenza ha individuato una serie di casi in cui è consentito chiedere l’annullamento della contravvenzione al giudice di pace. Abbiamo perciò raggruppato tali ipotesi in questa guida. Ecco allora come contestare una multa per ztl.
Indice
Cartello multa Ztl
L’art. 7 comma 10 del Codice della strada stabilisce che le aree ztl devono essere segnalate con appositi cartelli verticali che individuano con esattezza i cosiddetti “varchi di accesso”. Tale segnaletica deve essere – per indicazioni, forma e dimensioni – facilmente percepibile dall’automobilista: non può cioè essere troppo piccola o nascosta.
Oltre ad essere visibili, i segnali devono trovarsi ad almeno 80 metri dalla zona interessata. Non si può cioè posizionare la segnaletica a ridosso del varco, giocando sull’elemento distrazione dell’automobilista. Al conducente deve essere dato un sufficiente spazio per poter frenare e, se del caso, fare marcia indietro. Diversamente la multa ztl è nulla.
La scritta luminosa “Varco Attivo”
Il segnale luminoso che accompagna le ztl non deve riportare la scritta “varco attivo” per indicare il divieto di transito. Si tratta infatti di una definizione equivoca. La parola “varco” significa infatti “passaggio”, il che potrebbe far pensare che l’automobilista può transitare. La dicitura deve essere più chiara come ad esempio “Ztl attivo/non attivo” oppure “Accesso consentito/non consentito”. Diversamente la multa ztl è, anche in questo caso, illegittima e impugnabile.
Il provvedimento di autorizzazione
Il già citato articolo 7 del codice della strada richiede che il verbale del vigile specifichi se la limitazione della circolazione, e quindi la definizione delle ztl, è avvenuta per ordinanza del sindaco o per atto emanato dalla giunta comunale.
Secondo tuttavia il Tar Lombardia [1], è nulla l’ordinanza del sindaco del Comune che regolamenta accessi, sosta e sanzioni per la zona a traffico limitato della città. E ciò perché il provvedimento che, ad esempio, decide anche gli orari nei quali si può accedere alla ztl spetta al dirigente dell’ente locale responsabile del servizio traffico e mobilità. Soltanto l’urgenza consentirebbe al sindaco di scavalcare il dirigente comunale emanando una propria ordinanza.
Permesso scaduto e non rinnovato
Spesso chi è titolare del permesso per accedere alle ztl si dimentica di rinnovarlo e, alla scadenza, colleziona numerose multe, seppur involontariamente. Alcuni giudici di pace – ma l’orientamento non è ancora condiviso da tutti – ritengono illegittime tali multe, stante la buona fede dell’automobilista. In particolare qualora l’automobilista abbia continuato a circolare in ztl nella falsa convinzione di essere in possesso di un valido permesso, dovrà pagare una sola multa e non tante sanzioni quanti sono stati gli accessi in ZTL [2].
Altri giudici hanno annullato la multa ztl per permesso scaduto sulla base dell’abitudine del Comune di avvisare gli automobilisti della fine del periodo di validità del permesso, inviandoli a rinnovarlo
Ztl a sorpresa
Sarebbe facile cadere nella trappola delle ztl se il Comune, dall’oggi al domani, piazza le telecamere in zone che solo la sera prima erano ad accesso libero. Così, secondo qualche giudice, il Comune deve prevedere un periodo “cuscinetto” di almeno 30 giorni ove la zona a traffico limitato viene presidiata solo dalla municipale e non dalle ligie telecamere di controllo [4].
Telecamera ztl omologata
Secondo il giudice di Pace di Milano è illegittima la multa ztl se fatta con una telecamera che, prima della sua installazione, non è stata omologata. Il relativo certificato deve essere messo a disposizione dell’automobilista multato che ne faccia richiesta. L’omologa è poi illegittima se fatta da una società che non esiste più o richiesta da un soggetto diverso rispetto al Comune che ha in uso le telecamere.
Multa ztl senza foto
Una sentenza del giudice di Pace di Brindisi [5] sostiene che la multa ztl è nulla se la polizia non ha la foto: mancherebbe infatti la prova della violazione. Difatti, dopo aver emesso l’ordinanza-ingiunzione l’amministrazione locale deve provare il fondamento della sua pretesa punitiva.
La trasparenza vuole che l’amministrazione mostri le foto, al conducente che lo richiede, ancor prima che questo inizi la causa di impugnazione della multa. In giudizio, poi, la mancata produzione al giudice della prova documentale comporta l’automatico annullamento della contravvenzione stradale.
Più multe per la stessa occasione
Potrebbe accadere di gironzolare nel centro storico e di non accorgersi che i varchi delle ztl sono attivi; così si entra e si esce dagli stessi senza sapere che, nel frattempo, le telecamere stanno fotografando e facendo le multe. Quante contravvenzioni bisognerà pagare in questi casi? Purtroppo questo è uno di quei pochi casi in cui non si può applicare la disciplina più garantista per l’automobilista che, in caso di più infrazioni nello stesso momento, prevede l’applicazione di una sola sanzione (quella della contravvenzione più grave aumentata fino a un terzo). Nel caso di più violazioni delle ztl, anche se commesse nella stessa occasione, si rivengono tante multe per quanti passaggi dal varco sono stati effettuati. E non importa se le foto sono state scattate a distanza di pochi minuti l’una dall’altra.
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