Quota 100: quanto si perde?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Noemi Secci

19 gennaio 2019

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Quale diminuzione dell’assegno mensile Inps comporta la pensione quota 100 a causa dell’anticipo dell’uscita dal lavoro?

Annuncio pubblicitario

Andare in pensione prima non comporta soltanto vantaggi: l’assegno pensionistico, difatti, si basa anche sui versamenti effettuati, per cui meno contributi sono accreditati, più è bassa la rendita. Questa considerazione vale per tutte le pensioni, salvo casi molto particolari (in cui il trattamento è calcolato soprattutto sulla base degli ultimi redditi, nell’ipotesi che questi calino parecchio al termine della vita lavorativa): in pratica, a prescindere dalla tipologia di trattamento prescelta (pensione anticipata, pensione di vecchiaia, etc.), più tardi si esce dal lavoro, più è alta la pensione.

Annuncio pubblicitario

Per quanto riguarda la nuova pensione quota 100, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha recentemente avviato una campagna informativa, per far comprendere agli aspiranti pensionati quanto si perde con questo nuovo trattamento. Vero è che non sono previsti, per la quota 100, ricalcoli o tagli percentuali dell’assegno: la riduzione della pensione è esclusivamente collegata all’anticipo, cioè ai minori contributi versati, all’applicazione di coefficienti collegati all’età e di minori rivalutazioni dei redditi e dei contributi.

Quindi, con la quota 100, quanto si perde? Non esiste una risposta unica a questa domanda: dipende, innanzitutto, dal tipo di pensione col quale ci si confronta (di vecchiaia o anticipata) e dall’effettivo anticipo rispetto al pensionamento ordinario. In secondo luogo, la perdita causata dall’anticipo della data del pensionamento non è uguale per tutti, ma dipende dalla carriera personale. Cerchiamo quindi, dopo aver brevemente ricordato

Annuncio pubblicitario
come funziona la quota 100, di capire a quanto potrebbero aumentare le penalizzazioni per chi esce prima dal lavoro.

Come funziona la quota 100?

La

Annuncio pubblicitario
quota 100 è una pensione che si può ottenere quando la quota, cioè la somma di età ed anni di contributi, è almeno pari a 100.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

Per ottenere la pensione anticipata quota 100 sarà però necessario anche aver compiuto un’età minima di 62 anni, ed avere alle spalle una contribuzione minima pari a

Annuncio pubblicitario
38 anni, raggiunta anche cumulando i versamenti accreditati in gestioni previdenziali diverse. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni e gli anni di contributi almeno pari a 38.

Quali sono i sistemi di calcolo della pensione?

Per determinare l’importo della pensione, bisogna innanzitutto tener presente che il metodo di calcolo della prestazione non è unico, ma dipende dall’anzianità contributiva e dalla gestione di appartenenza. Presso la generalità dei fondi facenti capo all’Inps, il sistema di calcolo è:

I sistemi di calcolo sono invece differenti per gli iscritti alle casse dei liberi

Annuncio pubblicitario
professionisti; anche all’interno delle varie gestioni Inps, ad ogni modo, le modalità di determinazione della pensione possono cambiare, specie per quanto riguarda le quote calcolate col metodo retributivo.

In particolari casi, ad esempio per gli aventi diritto alla pensione d’inabilità, sono applicate delle maggiorazioni nel calcolo della pensione; in altri casi, come per chi richiede l’anticipo pensionistico Ape, sono invece applicate delle penalizzazioni.

Come funziona il calcolo retributivo della pensione?

Il calcolo retributivo della pensione si si basa sugli ultimi stipendi o redditi percepiti ed è diviso in due quote:

Il calcolo è differente, oltreché per i dipendenti pubblici, per gli iscritti alla gestione dei lavoratori dello sport e dello spettacolo, e per diverse altre categorie. Per approfondire:

Annuncio pubblicitario
Come si calcola la pensione col retributivo?

Come funziona il calcolo contributivo della pensione?

Per quanto riguarda il calcolo contributivo della pensione, sono coinvolti i periodi:

Sono calcolati col contributivo tutti i versamenti accreditati, invece, per chi si avvale dell’opzione Donna, dell’

Annuncio pubblicitario
opzione contributiva, del computo nella gestione Separata o della totalizzazione dei contributi.

Il calcolo contributivo non si basa sugli ultimi stipendi o retribuzioni percepite come il sistema retributivo, ma sui contributi effettivamente versati nel corso dell’attività lavorativa, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che aumenta all’aumentare dell’età pensionabile.

Anche il calcolo contributivo si divide in due quote:

Per ricavare l’assegno di pensione corrispondente alla Quota B, bisogna innanzitutto:

Come funziona il ricalcolo contributivo?

Per determinare la Quota A della pensione (cioè la quota sino al 31 dicembre 1995, che nella generalità dei casi è calcolata col sistema retributivo), in caso di opzione per il sistema contributivo, computo nella gestione Separata, totalizzazione o

Annuncio pubblicitario
opzione donna, il procedimento è piuttosto complicato, e cambia a seconda della gestione previdenziale di appartenenza.

Il complesso meccanismo dovrebbe risultare più semplice spiegato in questo modo (il procedimento esposto può essere applicato alla generalità dei dipendenti del settore privato; ci sono delle piccole differenze per i dipendenti pubblici):

Si possono, in alternativa, sommare i due montanti contributivi, della Quota A e della Quota B, per giungere al montante contributivo totale, che viene poi trasformato in rendita dal

Annuncio pubblicitario
coefficiente di trasformazione, che varia in base all’età pensionabile.

Come funziona il calcolo misto?

Il calcolo misto della pensione è un sistema di calcolo intermedio tra il retributivo e il contributivo. È applicato a chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Il calcolo misto, nella generalità delle gestioni Inps, funziona in questo modo:

Quanto si perde col ricalcolo contributivo?

Facciamo ora un esempio pratico di calcolo per capire qual è la perdita nell’applicazione del calcolo contributivo rispetto al calcolo retributivo.

Annuncio pubblicitario

Ipotizziamo che Mario, con un montante contributivo, già rivalutato, pari a 350mila euro, si pensioni a 62 anni nel 2019, utilizzando il calcolo integralmente contributivo.

Per calcolare la pensione contributiva di un lavoratore che si pensiona a 62 anni, dobbiamo applicare 4,79% (coefficiente operativo dal 2019 per chi si pensiona a 62 anni) al montante contributivo: dobbiamo dunque moltiplicare 350.000 per 4,79%, ed otteniamo 16.765.

Dividendo per 13 l’importo annuale, si giunge all’assegno mensile: la pensione lorda è dunque pari a 1.289,62 euro.

Facciamo ora un confronto sommario col calcolo retributivo (sulla base di un rendimento del 2% annuo), ipotizzando che la retribuzione pensionabile mensile di Mario ammonti a 2mila euro e che gli anni di contributi posseduti siano 38: col calcolo retributivo, la pensione di Mario ammonterebbe a (2000 x 38 x 2%) 1.520 euro mensili; utilizzando il calcolo contributivo, c’è dunque una

Annuncio pubblicitario
perdita del 15% rispetto al retributivo.

In questo caso è stata prospettata una retribuzione costante nell’arco della vita lavorativa. Se si ipotizza, però, una crescita delle retribuzioni nell’ultimo decennio di carriera, come accade in gran parte delle situazioni, quindi una retribuzione media pensionabile pari a 2300 euro, il divario tra calcolo retributivo e contributivo sale di parecchio: otterremmo infatti una pensione mensile pari a 1748 euro (2300 x 38 x 2%), contro una pensione contributiva pari a 1289,62 euro, con una perdita del 26,22%.

Un caso molto più raro, ma possibile, è quello del crollo delle retribuzioni negli ultimi anni di carriera. Ipotizzando una retribuzione media pensionabile pari a 1600 euro, ad esempio, otterremmo una pensione retributiva pari a 1.216 euro mensili (2300 x 38 x 2%), più bassa della pensione contributiva.

Annuncio pubblicitario

È dunque indispensabile valutare volta per volta la convenienza della scelta.

Quanto si perde col ricalcolo misto?

Nel caso in cui la pensione sia calcolata col sistema misto, la perdita è minore, in quanto il calcolo retributivo si applica comunque, anche se per un periodo più breve. Anche in queste ipotesi, è comunque necessario valutare caso per caso, a seconda della retribuzione pensionabile e del montante contributivo posseduti.

Pensione quota 100: quanto si perde?

Secondo quanto disposto nel decreto pensioni, alla quota 100 non sono applicate delle penalizzazioni, né il ricalcolo misto o contributivo.

Considerando che per la quota 100 non sono previsti tagli, decurtazioni e ricalcoli, come mai

Annuncio pubblicitario
chi si pensiona con quota 100 perde parte dell’assegno, come annunciato dal presidente dell’Inps nella recente campagna informativa?

In realtà, la perdita è calcolata in termini di mancato guadagno: anche se per il tipo di pensione richiesta non sono previste penalizzazioni nel calcolo, difatti, uscire dal lavoro prima comporta comunque un minor versamento di contributi, e nell’utilizzo di un coefficiente di trasformazione più basso (si tratta della cifra che trasforma la somma dei contributi rivalutati in pensione, che cresce al crescere dell’età), che si traduce in un assegno minore. La penalizzazione, però, dipende dal sistema di calcolo utilizzato, e può essere minima se la maggior parte delle annualità è calcolata con il sistema retributivo.

Annuncio pubblicitario

La riduzione della pensione, dunque, dipende sia dalla tipologia di calcolo che si utilizza, sia da l’anticipo rispetto all’età pensionabile. Ma vediamo subito alcuni esempi pratici, per capire meglio quanto perde chi esce prima.

Quanto si perde con la quota 100: esempio calcolo retributivo

Ecco quanto potrebbe perdere (o guadagnare) un dipendente che esce 5 anni prima con quota 100, con riguardo alla sola quota assoggettata al calcolo retributivo:

In conclusione, non è detto che il lavoratore che si ritira prima dal lavoro perda parte della quota retributiva: la retribuzione o il reddito, pur permanendo in attività, potrebbe infatti calare, determinando una riduzione della quota calcolata col sistema retributivo.

Annuncio pubblicitario

I periodi conteggiati nel retributivo, invece, non possono mai aumentare, ma restano fermi al 31 dicembre 1995, per i contribuenti misti, o al 31 dicembre 2011, per gli ex retributivi “puri”.

Quanto si perde con la quota 100: esempio calcolo contributivo

È più semplice calcolare a quanto ammonta la perdita nel calcolo contributivo della pensione. Procediamo subito con un esempio pratico, riguardo alla quota della pensione calcolata col sistema contributivo:

La penalizzazione è minore, nel caso in cui il lavoratore maturi i requisiti per la pensione anticipata ordinaria prima dei requisiti per la pensione di vecchiaia; risulta una decurtazione minore anche per chi ha redditi o stipendio bassi.

Annuncio pubblicitario

Quota 100: le stime ufficiali su quanto si perde

L’ultima stima proposta sulle eventuali perdite con quota 100 è al momento quella dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, basata su un campione statistico approssimativo.

Secondo gli esperti, scegliere quota 100 può costare, in termini di minore pensione, dal 5,6% nel caso in cui l’uscita dal lavoro si anticipi di un anno, fino al 34,7% in caso di uscita 6 anni prima.

Bisogna però considerare che con quota 100 la pensione viene intascata per qualche anno in più rispetto a chi resta al lavoro per più tempo, sino all’età per la pensione di vecchiaia: andare in pensione prima significa dunque “prendere di più” dall’Inps.

In base agli studi effettuati, la perdita reale, considerando anche le somme percepite in più, si attesterebbe in media dallo 0,22% di chi si pensiona nel 2019 anziché aspettare il 2020, sino all’8,65% per chi nel 2019 anticipa di 6 anni la pensione.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui